Hanna : la recensione

Hanna è una serie tv americana prodotta dagli Amazon studios e distribuita sul servizio video on demand di amazon stesso : Prime video, il 29 marzo 2019 anche in Italia. La serie è stata accompagnata anche nel nostro paese da una forte campagna pubblicitaria, spot televisivi in prima serata sia sui canali Mediaset e in misura minore anche sulla Rai, cartelloni pubblicitari su alcune importanti fermate della metropolitana di Milano. Hanna è stata preceduta da uno spot trasmesso nell’ intervallo del super bowl di quest’anno. Inoltre il giorno dopo al super- bowl per 48 ore è stata resa possibile la visione del 1 episodio per gli abbonati prime.

Trama

Hanna è ideata da David Farr ed è tratta dall’omonimo film del 2011 distribuito dalla Sony.      Questa è la sinossi riportata sulla presentazione della serie.

“Thriller sofisticato e dramma di formazione al tempo stesso, HANNA segue lo straordinario percorso di una ragazza cresciuta in una foresta, che cerca di sfuggire alle inarrestabili indagini di un ufficioso agente della CIA mentre prova a scoprire la verità sulla propria identità.”

Si seguono le vicende di Hanna (interpretata da Esme Creed-Miles figlia di Samantha Morton – The walkink dead) una ragazza cresciuta in una remota foresta della Polonia  insieme al “padre” Erik Heller (Joel Kinnaman). Erik ed Hanna nel corso della vicenda saranno inseguiti da un agente della CIA, Marissa Wiegler (Mireille Enos) che li vuole catturare.

Interpretazioni

Le interpretazioni potevano essere maggiormente convincenti. A differenza del film del 2011 mancano del mordente soprattutto nei personaggi secondari che dovrebbero interagire con i principali protagonisti della vicenda.  L’interpretazione  di Esme Creed-Miles non è del tutto convincente. La cupezza del personaggio in un contesto del tutto nuovo è ben rappresentata ma tutto ciò non basta per far affezionare il pubblico a lei. Il personaggio di Marissa Weigler è quello scritto meglio. Marissa è un villain un pizzico diverso dallo standard che ci hanno abituato le serie tv in questi ultimi anni. La scrittura del personaggio del padre è quella più vicina alla rappresentazione nel film del 2011 . I dialoghi sono una pecca di questa serie tv, non sono molto efficaci e molto prevedibili,con poca suspense.

Ambientazioni / Regia 

Le ambientazioni sono la nota migliore in Hanna, sono eccezionali, la fotografia è molto buona. Soprattutto il pilot ambientato quasi interamente nella foresta (Ungheria e Slovacchia) ci propone dei paesaggi spettacolari. Le riprese inoltre si sono tenute anche in Spagna e nel regno Unito.

Commento finale

Il giudizio finale è che tutto  sommato è una serie godibile  e quindi ampiamente sufficiente anche se delude in parte alcune aspettative alimentate molto probabilmente dalla “rumorosa” campagna pubblicitaria. Gli aspetti positivi riguardano soprattutto le ambientazioni, le scene d’azione ben fatte e molto adrenaliniche e l’ interpretazione di Mireille Enos. Gli aspetti negativi invece sono l’interpretazione della protagonista, i dialoghi poco avvincenti, e uno sviluppo molto schematico della trama senza molti momenti di svolta in grado di generare suspense negli spettatori.

Voto: 6.5

N.B: Amazon ha confermato la seconda stagione della serie Hanna prevista per il 2020.

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Un commento su “Hanna : la recensione

  1. Andrea Bu il said:

    Il concept mi piaceva, la serie meno, l’ho trovato “tedeschizzato”, anche le storie adolescenziali della protagonista eccessivamente lunghe o male strutturate. Chiaro che ci voleva, una teen semiprimitiva alle prese con le sue esperienze ma, boh, dopo un po mandavo avanti veloce..
    Per il resto gli attori non è che siano da oscar, neanche da orso d’oro 😉
    Poi ognuno la vede a modo suo 🙂

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