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Recensione 13 Reasons Why 2×12 “La scatola di Polaroid”

La scatola di Polaroid

La seconda stagione di 13 Reasons Why è stata un crescendo di emozioni e colpi di scena, e nella penultima puntata la tensione arriva all’apice. Questo perché finalmente, dopo tanto testimoniare, il processo sarà chiuso. Determinante per le sorti dell’intera vicenda la testimonianza di Justin.

La puntata si apre su uno scenario inedito. Due bambini, che capiamo presto essere Justin e Bryce. Da come il piccolo Bryce si comporta con l’amico, si capisce perché Justin ci abbia messo tanto tempo ad allontanarsi da lui. Dopotutto, Bryce, pur dimostrando segni di prevaricazione sugli altri bambini, si è preoccupato di chi aveva bisogno di aiuto, di un emarginato. E questo per il personaggio di Bryce è del tutto nuovo. Il ragazzo che è diventato ha preso solo i lati peggiori del bambino che era.

Intanto Clay & co. scoprono chi è il misterioso personaggio che cerca di intimidirli da 12 episodi. Si tratta di un personaggio insospettabile, in quanto non aveva mai dato segni di squilibrio. Montgomery non si è mai contraddistinto per azioni particolarmente degne di nota, era solo uno dei seguaci di Bryce, mai considerato troppo intelligente o troppo autonomo. Ma qui ci si deve ricredere. La cosa più sconvolgente tra tutte è la motivazione che lo ha spinto a compiere tutti quei gesti e a rubare la scatola di Polaroid. Lo ha fatto perché per lui la squadra di baseball è la cosa più importante della sua vita. Si capisce che la sua situazione familiare non è facile, ma addirittura riversare tutte le sue speranze e i suoi sogni in una squadra del liceo, che dopo pochi anni sarebbe diventata solo un ricordo, appare decisamente eccessivo.

Svelato questo mistero, arriviamo alla conclusione del processo protagonista di questa stagione. Ebbene, come era prevedibile, i Backer perdono la causa e la scuola è sciolta da ogni accusa. Questo perché è evidente che la morte di Hannah è colpa di tutti e di nessuno, non si può imputare la causa di un suicidio al liceo, seppure quest’ultimo è un luogo veramente privo di controllo.

Alla fine però la soddisfazione arriva: Bryce viene arrestato. Sì, perché Jessica finalmente, con il sostegno dei suoi amici, decide di denunciare alla polizia il suo stupro indicando chiaramente il nome di Bryce Walker, e Justin testimonia. Peccato che però Justin stesso viene accusato di complicità di stupro e perciò viene arrestato a sua volta. La serie non vuole essere una favoletta in cui “e tutti vissero felici e contenti”, ma una rappresentazione di come le cose stanno in realtà, quindi è giusto che sia punito anche Justin in base a quanto stabilito dalla legge.

Non ci resta che un’ultima puntata per sapere come finiranno davvero le cose.

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