Dexter e Debra: la confusione del sentimento tra maschere, caos e verità

In collaborazione con hallofseries.com 

Dexter e Debra, legati fittiziamente da un legame di sangue, legati indissolubilmente dalla purezza dei sentimenti più nobili.

Debra e Dexter, non sono biologicamente intesi come fratelli, ma sono due fratellastri che si amano più di due veri fratelli, due soggetti che hanno empatizzato, prima di compatirsi. Il concatenato sillogismo è rappresentato da ciò.

La confusione sentimentale viaggia sullo stesso binario confuso e apologetico della morale di Dex. Il buon uso del codice etico, redatto da Harry Morgan per il problematico Dexter, funge solo da ombra e copertura di azioni malvage e sanguinarie.

Dexter uccide un altro male per placare la sua sete. La giustizia è un pretesto secondario, è soltanto un bel vestito tanto costoso quanto superfluo se visto con gli occhi di un omicida plurimo. ‘Uccidere chi merita è una sorta di consolazione che placa la sensazione di atrocità delle proprie azioni ed è una sorta di meccanismo di autodifesa da far emergere se l’istinto omicida sconfina dai rigidi dettami del codice.

La maschera è sollevata, l’assassino si rivela, il mostro chiamato dalla stampa in svariati modi e geniali nomignoli, è proprio Dexter Morgan.

Dex è il fratello della premurosa e talvolta mascolina Debra, in sintesi la persona più importante della sua vita e la bestia omicida che lo accompagna è ciò che una poliziotta dovrebbe in ogni caso stanare o addirittura sopprimere.

Il codice di Debra, purtroppo, non esiste. Harry era troppo occupato nell’assecondare e modellare il ‘punto di vista‘ malato e violento del suo figlio adottivo. La piccola Debra semplicemente non aveva bisogno di quelle morbose attenzioni.

Quando Dex ha potuto scegliere tra sangue reale e sangue fittizio ha optato per la seconda opzione. Dexter si macchiò del fratricidio ed il killer del camion frigo è il primo vero antagonista a frapporsi tra Debra e Dex.

Debra è l’unica persona che il serial killer abbia mai veramente amato, se Rita ha simboleggiato l’impossibilità della normalità famiglia e l’amore distrutto, Debra simboleggia l’amore da non deludere.

Dexter il perito ematologo, Dexter il padre, Dexter il fratello. Se Debra è la forza del coraggio, Dexter è la forza della finzione.

Il grande palcoscenico costruito dal buon Harry, crolla sotto i piedi del serial killer Dexter. La finzione recitativa può cessare, senza che sia mai stata vera arte. ma solo sporco e controllato inganno. Perchè se la vita è una grande e confusa recita per chiunque, per Dexter il sociopatico, lo è doppiamente.

Rivelarsi significa deludere ma al contempo distendersi, quella proverbiale ed iconica forzatura di una mimica facciale, cede il posto alla naturalezza. L’illusione è ormai svanita, la sorella ha conosciuto il volto nascosto del fratello.

Debra scoprirà l’amara verita, Dexter scoprirà il dolore. La finzione è uno strumento che non ha più un fine, la finzione è un’impalcatura di cui ogni uomo si serve per piacere agli altri e a se stesso, un intricato meccanismo narcisistico e autodifensivo.

Vittime di impreparazione assoluta, i due fratellastri sono schiacciati da un peso insostenibile. La domanda a cui il perito ematologo-killer non avrebbe mai voluto rispondere, si palesa. Una domanda estraniata dal contesto tipico di un asettico e distaccato interrogatorio del dipartimento, bensì una domanda turbata ed amorevole che avviene tra le mura domestiche, con la voce dell’amata Deb :

“Are you a serial killer ?!… Yes”

La confusione sentimentale, come se non bastasse, diviene anche un cataclisma in ambito professionale. Debra l’onesta poliziotta sceglie di tutelare l’omicida Dexter e da questo momento in poi inizia ad incrinarsi la traiettoria di una parabola discendente che culminerà nel finale della settima stagione.

Debra è dinnanzi ad un bivio morale: uccidere l’amato fratello serial killer o uccidere il detective LaGuerta. La scelta sarà dettata dal cuore più che dal raziocinio, Dex vive e la detective muore. La coltre di pessimismo aumenta considerevolmente se si pensa ad una Maria Laguerta data per folle dall’intero dipartimento nella fase post Doakes.

Il caos sentimentale è alle porte e coinvolgerà entrambi in una rimodulazione del loro rapporto. L’impeccabile poliziotta finirà in una spirale viziosa fatta di alcol, droghe e conoscenze ben poco raccomandabili, smarrendo l’originaria figura di poliziotta impeccabile.

La Serie in questione, come ben sa lo spettatore, si è sempre fregiata di un forte simbolismo e ciclicità degli eventi. Doakes scopre il mostro che odiava e finisce col morire, LaGuerta preleva il testimone da Doakes e stana Dexter, l’ingresso in scena di Lyla prima e Debra poi, manterranno la maschera sul volto omicida di Dex.

Questo stato di semi-inconsapevolezza può alleviare e assopire lo strazio senza pretendere di esserne risolutivo. Debra dopo aver sacrificato parte della sua meritocratica carriera e dopo aver smarrito la parte pura di sè, decide di eliminare il mostro omicida. Debra indossa la maschera di un falso perdono, muove bruscamente il volante della macchina e vede il volto di Dexter depositarsi lentamente sul fondale. La donna capisce nuovamente che Dex è l’unica persona importante che gli sia veramente rimasta, il raptus abbraccia il laptus.

Dopo la sparatoria che spedisce in coma Debra, Dexter è ancora più smarrito del solito. Ma la maschera è ormai svelata, Dexter ha un malessere autentico come non mai e decide di accompagnare la dolce Deb tra le braccia dell’oscura mietitrice. Un atto di amore titanico.

Finzione e realtà, follia e controllo, amore e tragedia, sofferenza e giustizia, il rapporto tra Debra e Dexter è unico e poeticamente singolare. Forse perchè

Dexter, è quell’immenso e contraddittorio palcoscenico della vita.

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