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Verso Stranger Things 3: Sceriffo Jim Hopper

Manca sempre meno all’imminente terza stagione di Stranger Things, quindi, per ovviare all’attesa, proveremo a prendere in considerazione i nostri amati protagonisti, per riepilogare a che punto della loro storia siano arrivati e per provare a ipotizzarne il futuro. Per cominciare abbiamo pensato di presentare una delle anime dello show: Il capo Jim Hopper, interpretato dal simpatico e talentuoso David Harbour che di recente è comparso nelle sale cinematografiche con il suo nuovo film Hellboy, in cui interpreta l’omonimo protagonista.

Chi è?

Jim Hopper è il capo-sceriffo della cittadina di Hawkins, teatro delle vicende della serie, in Indiana. Questo personaggio è riuscito facilmente ad entrare nei cuori dei fan della serie, conquistandoli con il suo sarcasmo e il suo buon cuore.

A proposito, ecco per i fan del personaggio una buona notizia: è confermato che la Del Rey Books produrrà presto un romanzo prequel della serie Tv, incentrato sul passato di Jim Hopper: nel 2019, infatti, verrà edito un libro intitolato “Darkness on the Edge of Town”, che si concentrerà sui primi anni nella polizia del nostro amato sceriffo. Chissà se scopriremo importanti retroscena che possano avere rilevanza per il futuro della serie!

Le frasi iconiche

“Le mattine sono fatte per il caffè e per la contemplazione.”

“A volte mi sento… Mi sento come se fossi un buco nero. (…) Sai, una cosa nello spazio che risucchia tutto dentro di sé e lo distrugge.”

 

Prima Stagione

Alla sua prima comparsa, ci viene presentato come un uomo rude, dedito a vari vizi e a cui sembra importare relativamente poco del suo lavoro, dato il suo atteggiamento sciatto e svogliato, nella noiosa cittadina in cui sembra non succedere mai nulla di rilevante. Con il progredire della narrazione, Hop diventa dedito alla causa e determinato a scoprire che ne è stato di Will; la perdita provata dall’amica di infanzia Joyce lo spinge a ricercare la verità e dare tutto sé stesso per trovare il figlio di lei. Nell’apice finale veniamo a sapere che una volta Jim era sposato, ma in seguito alla morte della figlia, Sarah, cadde in una condizione di sofferenza tale da arrivare al divorzio. Sarà questo il motivo che porterà Jim in uno stato di depressione, che cercherà di anestetizzare tra alcool, ansiolitici e storie da una notte con donne di cui in realtà non gli importa nulla.

Il personaggio esordisce dunque come il fantasma di sé stesso, alla ricerca di uno scopo a cui dedicare la sua vita: la consapevolezza di poter essere davvero utile a qualcuno e di poter fare la differenza per la famiglia Byers lo porterà ad uscire dal torpore in cui si era rifugiato fino a quel momento. Quando riuscirà a salvare Will dal sottosopra, Jim sarà in grado di metabolizzare finalmente i dolori del passato e a rimarginare, almeno in parte, la ferita che lo accompagna dalla morte di Sarah.

Seconda Stagione

A questo punto la vita di Hop cambia completamente: la sua esistenza viene letteralmente sconvolta dall’entrata in scena di Eleven. Nella casa nel bosco, Eleven e Hop diventano una vera famiglia e ogni famiglia ha i suoi problemi. Hop si ritrova ad avere di colpo una figlia adolescente, tra l’altro dotata di poteri paranormali, in una situazione estrema: Eleven non ha mai vissuto in un contesto familiare e tutto l’affetto che ha provato finora è costituito dalle briciole di amore malato riservatole del suo crudele “papà” che la seviziava e la costringeva ad usare i suoi poteri per i propri comodi, e dal rapporto con Mike e gli altri ragazzi, che però ha potuto conoscere per pochissimo tempo. Quando si vede negata per l’ennesima volta la possibilità di rivedere i propri amici, la ragazza scappa di casa. Al suo ritorno Jim perde le staffe: la paura di essere scoperto e di perdere Eleven, lo porta a essere duro e inflessibile, a gridare, preda di uno scatto d’ira, cosa di cui però si pente però subito. Hopper e Eleven si vogliono bene anche già all’inizio della seconda stagione, ma sarà nel finale che i due esprimeranno a parole l’affetto che provano l’uno per l’altra: la separazione che perdura per quasi tutta la stagione li porta a riflettere e a immedesimarsi l’uno con l’altra: i due arriveranno a conciliarsi e a trovare il loro equilibrio. Tale rapporto verrà rappresentato simbolicamente anche dal passaggio di testimone del laccio da capelli azzurro di Sarah, tenuto sempre stretto da Hop nei momenti difficili, a Jane, a questo punto sua figlia a tutti gli effetti.

L’altro grande legame della vita di Jim è quello con Joyce, amica di vecchia data, con cui, nel corso della serie si avvicina sempre più. La loro amicizia, già presente nella prima, ma approfondita nella seconda stagione è solida e cementata dalle pericolose e terrificanti esperienze provate. Nonostante una larga fetta di pubblico desideri che i due possano avere una storia, per ora gli sceneggiatori hanno deciso che i due debbano avere solo una relazione platonica. Chissà se i due in futuro si daranno una chance.

Per il futuro

La terza stagione di Stranger Things che sarà ambientata nel 1985 e che prenderà il via il prossimo 4 luglio porterà delle novità per la vita di Hop, che finalmente potrà condurre una vita “normale” con Eleven, diventata a tutti gli effetti sua figlia dopo l’adozione avvenuta negli ultimi frangenti della seconda stagione. Nel trailer della S3 possiamo vedere Jim in un ristorante con uno sguardo assente: che sia stato bidonato da qualcuno? Che abbia dunque deciso di darsi una seconda possibilità anche per amare?  Sicuramente è certo che Jim, ancora una volta, si getterà nel mezzo dell’azione per proteggere le persone che ama e scacciare nuovamente le insidie del Sottosopra. Non ci resta che aspettare e sperare che il nostro beniamino se la cavi anche questa volta.

 Benedetta Vanotti

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