“I soliti tre” : considerazioni finali sulla terza stagione di The Grand Tour

Premetto col dire che questa non è una recensione ma è un commento sulla terza  stagione dello show televisivo The Grand Tour trasmesso su Amazon Prime Video. Terza stagione ed anche l’ultima del classico format che i tre conduttori inglesi avevano trasportato da top gear a The Grand tour. Infatti con la puntata pubblicata il 12 aprile si chiude un’ era. Jeremy Clarkson, Richard Hammond e James May ci hanno accompagnato per 17 anni con le loro avventure.  Infatti Clarkson ha rilevato in un intervista al The Sun che ritorneranno sempre su amazon solamente con speciali creati ad hoc. La tendenza ad investire sugli speciali era già stata evidenziata in questa stagione  con un budget a speciale che stando  a diverse fonti ha sfiorato i 5 milioni di sterline. Questa cifra si nota dalla qualità delle riprese e dell’immagine in full hd. Questo programma ha un pregio che prevale su tutti e cioè : fa ridere. La loro comicità personalmente la ritengo unica e molto genuina. Il doppiaggio toglie qualcosa, quindi raccomando di sentirla in originale sottotitolata.

La locandina ufficiale della 3 stagione di The Grand Tour

Format

Come dicevo il format di questa stagione ricalca quello delle stagioni precedenti ma con alcuni varianti. La tenda come per la seconda stagione non è itinerante ma è stabile in Inghilterra. Non vi è più il confronto tra celebrità che era ritornato nella seconda stagione. Le recensioni delle macchine e la prova su pista sono ancora presenti. Il pilota designato a testare su pista le macchine è ancora Ebbie Eaton.  In questa stagione tra l’altro sottolineo le recensioni della magnifica Mclaren Senna e della Aston Martin vantage (2019). Inoltre “il viale della chiacchierata” è più lungo delle stagioni precedenti. Tutto questo fa da contorno ai vari servizi principali. A parte parlerò delle puntate speciali. In questa stagione i 3 conduttori ci danno anche un po’ di lezioni di storia dell’automobile. Per esempio Richard Hammond in una puntata ripercorre la carriera del pilota scozzese Jim Clark. Inoltre, nell’ultima puntata si ripercorre la storia delle 3 berline di medie dimensioni della Ford che per la Gran Bretagna sono state molto importanti. I 3 conduttori ripercorrono i passaggi che hanno portato la Ford ha costruire prima la cortina poi la Sierra ed infine la mitica Mondeo.

James May, Richard Hammond, Jeremy Clarkson

 

La tenda dove si svolge The Grand Tour

Speciali

In questa stagione di speciali a differenza delle altre due stagioni sono ben quattro (tra cui uno diviso in due episodi). Lo speciale diviso in due episodi è quello in Colombia. I 3 sono incaricati da Amazon ad andare in Colombia a fotografare una serie di animali a bordo di 3 macchine. Gli altri 3 speciali sono ambientati rispettivamente nel sud – ovest degli Stati Uniti a bordo di 3 camper. Un viaggio tra la Georgia e l’Azerbaigian alla ricerca della migliore auto da turismo. Ed infine il mio preferito quello in Mongolia. Tutti questi viaggi sono scanditi da molte battute con riferimenti all’ attualità ed anche ad aventi storici riguardanti i paesi che visitano.

The Grand Tour in Mongolia
The Grand Tour in Colombia

 

In conclusione credo che questo programma mi mancherà particolarmente anche se ci saranno ancora gli speciali ma non sarà la stessa cosa del format che ci ha accompagnati per ben 17 anni. La cosa che più mi sorprende è come un programma che tratta di automobili sia amato anche da persone che non sono degli appassionati di motori.

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