The Defenders – Recensione episodio 1×04

Il quarto episodio di “The Defenders” si intitola “Il drago felice”, il che rende chiaro ormai che la traduzione italiana del titolo è decisamente peggiore e meno efficace dei titoli in originale. Questo è un episodio di riflessioni e confronti tra quattro eroi protagonisti che si ritrovano in un ristorante poco dopo lo scontro alla Midland Circle. Qui Matt, Luke, Jessica e Danny si confrontano l’uno con l’altro e il risultato è quello che è senza dubbio l’episodio migliore visto finora, grazie ad una concretezza che non può lasciare indifferenti. Infatti, l’aspetto più interessante è che nel complesso  nessuno ha più spazio o meno spazio degli altri, ma ogni protagonista riceve il giusto trattamento. Ecco quindi che ognuno dei quattro eroi, nel confronto, riesce perfettamente a far emergere il proprio carattere e le proprie intenzioni.

Per prima cosa Danny, sin da subito, si prende meno sul serio ed è l’unico a credere nella lotta comune contro la Mano. Matt è guidato dal risentimento e dalla rabbia che lo spingono a rimanere in disparte, a indossare la maschera, e, in un primo momento, a non credere nel fronte comune contro la Mano. Jessica, rimanendo fedele alla sua caratterizzazione, è quella che si tira immediatamente fuori, perché è la più solitaria e la meno propensa a stare in un team. Luke pur non credendo completamente nelle faccende mistiche che gli vengono raccontate, capisce che per proteggere la sua gente non può operare più da solo. E’ molto interessante notare come il tutto sia gestito per far rimanere i personaggi fedeli a se stessi e lo “scontro” tra le quattro serie qui è decisamente ben riuscito e riesce a carpire la completa attenzione dello spettatore. Si arriva cosi a tutte le varie attese spiegazioni, che sono chiare e gestite con le tempistiche giuste. Cosi il pubblico viene a conoscenza del fatto che la Mano ha origine migliaia di anni fa. Fu fondata da un gruppo di cinque persone che per raggiungere il loro scopo finale, cioè l’immortalità, abbandonarono K’un Lun e i suoi monaci. Questo gruppo è formato da cinque persone che costituiscono le cinque dita della Mano e sono: Alexandra, Madame Gao, Bakuto, Sowande e Murakami. La parte migliore di tutta questa spiegazione è che la scrittura punta dritto al centro della minaccia presentando il gruppo di villain nella sua interezza. In tutta questa fase di spiegoni vari, non si ha mai la sensazione che il gruppo di difensori non possa riunirsi, e, infatti, l’abbandono temporaneo di Jessica è solo una parentesi che permette una perfetta costruzione del cliffhanger finale, in cui finalmente i quattro, cinque se si include Stick, fanno fronte comune contro Black Sky, alias Elektra.

Quindi, se si considera l’episodio in sé, questo risulta perfettamente riuscito, perché era facile che un episodio dedicato a molte spiegazioni risultasse noioso e non propriamente interessante, ma, grazie ad una scrittura ed ad un ritmo sempre in costante crescita, “Il drago felice” risulta essere un episodio riuscito perché riesce dove molti episodi pieni di vari spiegoni falliscono, cioè nel mantenere alto l’interesse del pubblico e nel far venire voglia di guardare subito i prossimi episodi. Se poi si considera l’episodio nel complesso della serie, è evidente come questo rappresenti il raggiungimento della prima metà della serie. Prima metà gestita perfettamente e in costante crescita che ha permesso al gruppo di eroi di riunirsi e iniziare la battaglia nel modo più efficace e funzionale possibile. Quindi le pretese per i prossimi quattro episodi non possono che essere abbastanza alte e la speranza è che queste pretese non vengano disilluse.

 

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