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Sweet Tooth – Recensione della serie Netflix

la trama

Sweet Tooth è una serie Netflix uscita il 4 giugno. La serie è basato sugli omonimi fumetti di Jeff Lemire.

Sweet Tooth si svolge in un mondo post-apocalittico dieci anni dopo una terribile pandemia. L’origine del virus è ignota ma sembra connessa alla nascita degli ibridi, bambini per metà animali. Gli uomini perciò hanno iniziato a perseguitarli. Gus è riuscito a sopravvivere nascondendosi con il padre nel bosco. Il bambino infatti è per metà cervo. L’incontro con Jepperd spingerà Gus a intraprendere un viaggio avventuroso.

la recensione

il punto di vista

La trama adotta tre punti di vista: quello principale di Gus, quello del Dr. Aditya Singh e di Aimee Eden ex consulente matrimoniale. La parte che riguarda Gus è caratterizzata da una ambientazione fiabesca: i colori sono molto vivaci, il ritmo narrativo è calmo ed è prevalente il fantasy. L’obiettivo è quello di ricalcare la personalità di Gus; il bambino infatti è vivace, curioso e caratterizzato da una grande speranza verso il mondo circostante. L’ambientazione perciò è fiabesca e sognante.

Il tono cambia per quanto riguarda Aimee e il Dr. Aditya; nel primo caso si assiste ad un’alternanza tra l’atmosfera calda e sicura dello zoo, dove vivono gli ibridi, rispetto a quella esterna. Lo zoo infatti è il luogo sicuro dove gli ibridi possono vivere mentre il mondo esterno rappresenta il pericolo. Si può quindi affermare che tale punto di vista sia una sorta di collante tra l’ambientazione fiabesca di Gus e quella decadente degli “adulti”.

L’ultimo punto di vista infatti ha come protagonista il medico, in prima linea nella ricerca di una cura. La storia che lo riguarda perciò ha tonalità più cupe: si assiste alla morte per malattia, si osservano le difficoltà che il dottore deve affrontare e soprattutto il dilemma etico-morale alla base delle sue ricerche.

I tre momenti narrativi riescono a dialogare tra loro, si completano e si intrecciano. Questo permette anche di dare un ritmo alla trama: si crea un’alternanza tra la narrazione lenta che caratterizza Gus a quella più ritmata dello zoo e del dottore.

tra passato e presente

Al presente inoltre si aggiunge il passato di Jepperd e di Bear, attivista per la salvaguardia degli ibridi. I loro ricordi permettono di comprendere le azioni dei personaggi e come si è giunti all’Afflizione. Tra passato e presente non si crea contrasto ma i due tempi riescono a dialogare.

i personaggi

Un altro elemento positivo sono le dinamiche che si istaurano tra i diversi personaggi: alla vitalità di Gus fanno da contrappeso Jepperd e Bear, entrambi più grandi e con alle spalle un passato doloroso. Al pessimismo del dottore e alle sue insicurezze fa da contrappeso la moglie che crede in lui. Aimee riesce a creare la Riserva nello zoo per dare rifugio a Wendy, bambina ibrida e ai suoi simili.

I personaggi sono calibrati molto bene, la loro personalità è costruita molto bene e risultano molto realistici. Gus in particolare è costruito molto bene e questo permette allo spettatore di identificarsi con il protagonista. Persino i personaggi secondari come il padre di Gus e la madre sono caratterizzati molto bene.

conclusioni

Sweet Tooth è certamente una serie ben curata, niente sembra essere lasciato al caso. La cura per i dettagli che emerge durante gli episodi, insieme alla trama e alla buona caratterizzazione dei personaggi rendono la serie un prodotto ben riuscito da non lasciarsi scappare.

 

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