Recensione Preacher 2×02 – Mumbai Sky Tower

Con il secondo episodio della seconda stagione di Preacher, possiamo dirlo, la storia sta entrando finalmente nel vivo. Non abbiamo più quella grande confusione e non abbiamo più bisogno di ambientarci. Adesso conosciamo i personaggi e conosciamo la storia e questo permette a registi e sceneggiatori di puntare con decisione a intrattenerci e a offrirci uno show superlativo.

Preacher ha una schiera di appassionati molto particolare, una schiera di fanatici che adorano la serie per il suo essere originale, bizzarra, demenziale, comica e irriverente. Tutto questo e molto di più, potremmo dire. E tutte queste peculiarità vengono messe in mostra in “Mumbai Sky Tower”, episodio che si incentra sulla storia di Fiore. L’angelo che, nella stagione precedente, insieme a LeBlanc, voleva strappare Genesis dal corpo di Jesse, adesso è irriconoscibile. La perdita di LeBlanc lo ha stravolto e cerca in tutti i modi di farla finita. E lì ecco il colpo di genio degli Showrunners che fanno diventare il suicidio un vero e proprio spettacolo, con Fiore che quotidianamente si esibisce nella “Mumbai Sky Tower” uccidendosi (ricordiamo che gli angeli nell’universo di Preacher ritornano in un nuovo corpo identico al precedente nel momento successivo a quello del decesso). La storia di Fiore – interpretato da un brillante Tom Brooke che con la sua espressività rende il personaggio dell’angelo una vera e propria chicca imperdibile della serie – è solo il preludio a una serie di scene epiche, tra cui spicca quella in cui lo stesso Fiore e Cassidy si sballano a suon di eroina e giocano come bambini all’interno della suite dell’hotel. 

L’intento di Cassidy è quello di convincere Fiore a sollevare il Santo degli Assassini dall’incarico di uccidere Jesse, una volta che i tre, infatti, hanno scoperto che è stato proprio l’angelo ad assoldare il terribile cowboy proveniente dall’inferno. I tentativi di Cassidy falliranno e si concluderanno con Fiore fermo irremovibilmente nella sua posizione di sfiducia verso Jesse. Fiore, però, prima sguinzagliare nuovamente il cowboy gli chiederà di essere ucciso a sua volta per poter trovare la pace (come ordinato da Jesse tramite Genesis).

La storia ha vissuto di momenti brillantemente giocosi e scanzonati, regalandoci un episodio di puro intrattenimento, che ha avuto, tuttavia, anche una notevole utilità anche al fine di dispiegare la trama. Adesso sappiamo di più sul cowboy e su cosa gli è stato promesso per “cacciare” Jesse e abbiamo maggiore familiarità con i personaggi di Tulip e Jesse, la cui storia d’amore desta non poche perplessità a noi fan, soprattutto per i misteri che Tulip continua a nascondere al predicatore.

Mumbai Sky Tower, dunque, ha confermato quanto di buono avevamo percepito dal primo episodio e ha sicuramente creato una grande aspettativa per il prosieguo di questa stagione, partita nel migliore dei modi, con un netto salto qualitativo rispetto alla precedente.

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