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Recensione American Horror Story 7×08 “Winter of our discontent”

Recensione “Winter of our discontent”

Ci avviamo ormai verso la fine di questa settima stagione di American Horror Story, la quale sta dividendo il pubblico tra critici ed entusiasti. L’ottava puntata segue la linea delle ultime: un allontanamento dalla fiction horror che ci ha fatto amare la serie, preferendo invece la riflessione su temi più tangibili.

L’intera stagione, per il momento, sembra strutturata come un percorso, che porta lo spettatore a ragionare sui vari livelli di fanatismo. In “Winter of our discontent” appare evidente che il fanatismo politico di Kai ha portato alla formazione di una vera e propria setta religiosa. Gli autori vogliono rendere ancora più chiara la nuova tematica infilando al centro dell’episodio un flashback su Winter e Kai. Il flashback in questione forse si poteva evitare e appare decisamente forzato. La scena di pochi minuti di una casa degli orrori da parco a tema e un vecchio sadico appaiono come un contentino da dare ai fan di quello che era, ormai, il “vecchio” American Horror Story.

Gli amanti della serie com’era alle origini devono mettersi il cuore in pace, Murphy è cresciuto e vuole mostrarci che i veri mostri sono nella società, e lo fa in maniera molto più esplicita rispetto al passato.

La puntata però vuole anche dedicare spazio alla lotta femminista, iniziata vigorosamente nella 7×07. Protagonista in questa battaglia è Winter, combattuta tra il suo amore per suo fratello e quello per se stessa. Alla fine della puntata non si capisce però quale scelta voglia fare.

Quello che destabilizza (e diciamo che stufa anche) lo spettatore è il continuo cambio di fazione dei personaggi. Sospetti che si accumulano puntata dopo puntata per poi scoprire che non era come si pensava (come è successo col povero Dottor Vincent), la protagonista perseguitata che diventa carnefice, la moglie premurosa che trama piani da brivido. Va tutto bene fino a un certo punto, ma ora chi segue le vicende è stanco di seguire uno schema che sembra prevedibile.

 

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