Fortunata. Un inseguimento continuo.

Sergio Castellitto ritorna con la sua ultima opera da regista, selezionata al festival di Cannes nella sezione:”Un Certain Regard”; esce nelle sale italiane il 20 maggio.Fortunata è una madre indipendente ma succube allo stesso tempo di una vita d’inseguimenti, costretta a frequentare a causa della figlia uno psicologo, il quale si rivelerà più importante quando entrerà nella sua vita già afflitta da un marito possessivo.

Sergio Castellitto con il suo sesto lungometraggio continua la filmografia sulla sofferenza e la ricerca di una stabilità dei personaggi, i quali inseguono un obiettivo con il rischio costante di segnare un passo falso. La protagonista interpretata da una bravissima Jasmine Trinca, vincitrice al festival di Cannes con la sua interpretazione di Fortunata, incarna la figura della donna indipendente, forte ed esuberante in ogni suo gesto; succube di un passato poco roseo,sempre in corsa contro il tempo e contro una realtà che sotterra le sue ambizioni lavorative e affettive.

La Roma multietnica è descritta con un po’ di malinconia,dove lo sguardo del cineasta si posa su passato e presente in cui il dramma si contrappone a delle musiche cariche di una nota speranzosa,mentre il futuro è lontano ed esige forse troppo per essere realizzato. La scrittura di Mazzantini  descrive ogni personaggio con diverse sfumature, nelle quali si evince una notevole direzione degli attori dove Castellitto da attore e regista è bravissimo ad agire per migliorare le interpretazioni ,in cui i dettagli risultano essere fondamentali come le continue camminate della protagonista che cerca di arrivare ad una stabilità.

Fortunata non ha solo punti di forza, le carenze derivano dal cineasta il quale enfatizza troppo certe scene rendendole prive di contenuto e troppo pompose contrapponendosi alla semplicità della messa in scena, la quale raramente offre un punto macchina interessante; mentre la sceneggiatura risulta essere molto interessante anche per alcuni dialoghi che rimandano all’Antigone di Sofocle in cui il passato e il presente, l’antico e il moderno sono specchio di una sceneggiatura davvero ben scritta. Spesso in “Fortunata” si finge di dimenticare il passato che bussa troppo forte alle porte dei personaggi; come tende a sottolineare la sceneggiatura a volte quando ci ricordiamo diventiamo tristi e finiamo per intrappolarci nell’ombra di noi stessi.Sergio Castellitto realizza un buon melò capace anche grazie al buon ritmo, di intrattenere e far riflettere sui legami affettivi e gli inseguimenti che a volte scandiscono fin troppo le nostre vite.

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