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Better Call Saul – Recensione episodio 3×01

Partiamo con un balzo nel tempo che ci porta al Saul post Breaking Bad…con un nuovo aspetto e un nuovo nome, in una malinconica routine in un negozio di dolci ad Omaha in Nebraska, Jimmy si imbatte in un ragazzo che ha commesso un furto in negozio e, nonostante inizialmente lo consegna alla polizia, dentro di lui riemerge il caro vecchio Saul, l’avvocato che sa sempre come uscirne fuori.

Torniamo al presente dove Saul fa ancora fatica a nascere. La seconda stagione si era conclusa con Chuck che, facendo leva sui sentimenti benevoli del fratello, riesce a fargli confessare il suo coinvolgimento nell’affare Mesa Verde, registrandolo a sua insaputa. Dopo un primo momento dove i due ricordano un episodio di quando Jimmy era bambino, Chuck rientra in se stesso e dichiara che gliela farà pagare.

L’antagonismo tra i due fratelli continua a definirsi sempre più. Da un lato abbiamo Chuck con la sua parvenza di giustiziere disposto anche a passare sopra al fratello pur di dimostrare di avere ragione; la sua visione di giustizia è rigida e cinica. Il suo obbiettivo è distruggere la carriera di avvocato di Jimmy, che secondo lui è immeritata, e per raggiungerlo utilizza ogni mezzo tenendo sempre indosso, però, quella maschera mista di ingenuità e autocommiserazione. Ogni sua mossa è pianificata benché appaia come un qualcosa fatto per leggerezza; staremo a vedere dove voleva arrivare facendo ascoltare ad Ernesto la confessione di Jimmy.

Dall’altro lato abbiamo Jimmy che agisce per una giustizia morale, disposto anche a correre dei rischi personali per quello che ritiene giusto. Non porta maschere ed è così come lo vediamo. Per il bene di Kim mette a richio ingenuamente la sua carriera senza pensare a cosa andrà incontro; altrettanto ingenuamente confessa a Chuck quello che ha fatto. Siamo ancora lontani dal nostro amato Saul.

La storyline di Jimmy corre parallela con quella di Mike…lo avevamo lasciato con un biglietto sul parabrezza che gli intimava di non toccare Salamanca. I silenzi di Mike in questo episodio sono magistralmente riempiti dalle espressioni del suo viso. Le sue indagini e l’arguzia che usa per sovvertire la situazione sono incredibili. Da pedinato ad inseguitore..Un genio!!!Non riesco a togliermi dalla testa che queste sue indagini lo porteranno dritto verso il nostro Gus Fring.

 

Insomma un primo episodio che ci riporta alle nostre amate atmosfere di Saul e Breaking Bad e ci lascia con la voglia di scoprire al più presto come si evolveranno eventi e personaggi. Un viaggio interiore che non vediamo l’ora di proseguire.

Un rispettoso e doveroso plauso alla dedica nei titoli di coda allo scomparso Eric Justen ingegnere del suono in Breaking Bad.

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