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The Walking Dead – 7×13 Le scelte cambiano in Bury Me Here

Un melone. Incredibile come un frutto all’apparenza così insignificante possa scatenare una reazione di eventi a catena tale da portare ad una guerra.
Perché anche se i piani di Richard non sono andati come lui inizialmente aveva programmato, è riuscito ad andare anche oltre, riuscendo comunque a portare a termine il suo obbiettivo.
Sappiamo tutti che cosa stanno facendo i produttori, non siamo stupidi: cercano di allungare sempre di più il brodo, facendo scatenare l’inferno proprio nell’ultimo episodio, e finendo con un cliffhanger tale da far mangiare le unghie al telespettatore fino ad Ottobre.
Dobbiamo ammettere però che lo stanno facendo magistralmente, soffermandosi pian piano su tutti i personaggi, e facendoci osservare come, ognuno a modo proprio, stia cercando di metabolizzare l’alone di guerra che incombe sulla propria testa.

Cominciamo dal principio con la nostra Carol, che non è di certo la protagonista della puntata, ma è riuscita comunque a tenerci incollati sullo schermo.
La vediamo per tutto l’episodio logorarsi, piena di dubbi sul destino che è toccato ai suoi amici.
Non si fida delle parole di Daryl, sa che l’amico non avrebbe esitato a mentirle se fosse servito a salvarle la vita, e quella risposta che doveva servire a darle delle conferme, in realtà non le ha dato niente, se non altri dubbi da dover metabolizzare.
E sono proprio questi pensieri che la portano a scrollarsi di dosso quella depressione in cui si era avvolta e ad uscire di casa.
Si avvia piena di rabbia verso Morgan, chiedendogli perché Jesus aveva portato Daryl e tutti gli altri nel Regno, del loro accordo con i Salvatori e per l’ennesima volta lo prega di dirgli se qualcuno è stato ferito, o peggio, durante l’imboscata dei Salvatori.
Però, per l’ennesima volta, non riceve risposte. Morgan infatti le sbatte la verità in faccia, dicendole che è lei stessa che ha voluto isolarsi dal mondo, ed è lei che deve riaffacciarsi fuori e chiedere a Daryl la verità.
In questo caso però, quando ci saremmo aspettati di vedere una Carol agguerrita, diretta verso Alexandria, non è lei a cambiare idea.
Non vediamo in questo momento un evoluzione del suo personaggio, bensì la vediamo in Morgan che, troppo sconvolto e arrabbiato dalla piega che hanno preso gli eventi, bussa alla porta della donna di sua iniziativa e le dice ogni cosa.
Ripercorriamo così le vicende del primo episodio con lei, vedendola piangere mentre apprende che i suoi vecchi amici sono stati massacrati dalla pazzia di un tiranno.
Eccola la goccia che ha fatto traboccare il vaso, che la riporta sui suoi passi, pronta a combattere come un tempo, per vendicare la morte di Glenn e Abraham, e per evitare che qualcun’altro che ci rimetta le ossa.
Perché in fin dei conti è più facile affrontare la propria morte, piuttosto che quella delle persone che ami.

Ed ora arriviamo al punto saliente e più duro della puntata.
Al Regno ogni cosa comincia ad andare per il verso sbagliato: ce ne accorgiamo all’inizio attraverso dei piccoli sassolini, che nel corso della puntata si trasformano in massi sempre più grossi.
Partiamo dall’orto, una delle più grandi fonti di cibo del Regno, che è ormai brulicante di vermi e l’unica cosa che si può fare è bruciarlo, per poi farlo rinascere dalle ceneri.
Arriviamo poi alla freccia formata da carrelli della spesa, che blocca il passaggio del camion del Re, e indirizza lui e i suoi sudditi verso una tomba vuota, dove dietro giace un cartello con su scritto appunto: “Bury Me Here”.

Quello che però fa cadere l’ascia sulla testa del Re e dei suoi sudditi non è il ritardo causato dai carrelli, bensì il melone mancante, melone che fino a pochi minuti prima era posto con gli altri al sicuro dentro la cassetta di legno.
E a questo punto non può che non essere evidente agli occhi di tutti che qualcuno ha voluto sabotare il tutto, e ovviamente chi altri se non Richard?
L’uomo aveva pianificato tutto, non doveva fare altro che togliere un solo melone dalla cassa per far scatenare l’ira dei Salvatori su di lui, che lo avrebbero ucciso, togliendolo da tutte le sofferenze che era stato costretto a passare.
Qualcosa però non va come dovrebbe, perché non è lui a beccarsi un proiettile fatale, bensì il povero Benjamin che, dopo momenti di straziante agonia, muore dissanguato sul tavolo di Carol.
Questo fa andare su tutte le furie Morgan che, dopo aver passato molto tempo con il ragazzo, aveva cominciato a provare dell’affetto per lui e, durante il suo sfogo, riesce a trovare il frutto scomparso sotto un cartone.

Dopo aver fatto due calcoli riconduce tutti gli indizi a Richard e, se in un primo momento dopo aver discusso con lui, sembrava che il suo animo si fosse placato, il giorno dopo cambia totalmente idea, strangolandolo a morte durante il secondo scambio di merce, davanti a sudditi e Salvatori.

Molte cose sono cambiate in questa puntata: Morgan ha ricominciato ad uccidere, Carol si è decisa a combattere e Ezekiel ha finalmente capito che non serve a niente vivere nella paura e aspettare che qualcuno conduca la sua battaglia al posto suo.
Staremo a vedere poi se, come per l’orticello del Regno, i nostri sopravvissuti finiranno per bruciarsi, per poi rinascere dalle proprie ceneri.
Però credo fermamente che, nonostante gli schieramenti siano più o meno tutti pronti, ci toccherà ad aspettare almeno un paio di episodi per entrare nel pieno della guerra perché, come dice il Re: “Dobbiamo prepararci a combattere, ma non oggi.”.

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