Recensione 13×10 di Grey’s Anatomy – You can look (but you’d better not touch)

Episodio che non convince quello mandato in onda da Shonda dopo ben due settimane extra di attesa. Nulla di entusiasmante all’orizzonte: un episodio che non registra azioni avvincenti ne particolari presenze sceniche, a cominciare da Jo Wilson.

L’episodio è incentrato su Arizona, la Bailey e Jo che si recano in un carcere per far partorire una detenuta sedicenne molto pericolosa. Le tre dottoresse capiscono fin da subito d’avere a che fare con una detenuta particolare quando al loro arrivo la stessa si scaglia contro la dottoressa di turno nel carcere rompendole un dito. Le protagoniste iniziano, quindi, a fare i controlli del caso alla detenuta che da li a poco partorirà. Si intrecciano le storie personali di Arizona, Jo e della Bailey con quella della ragazza in un vortice di ricordi, attacchi di rabbia e soliti “piagnistei” sulla vita travagliata di Jo. Nessun colpo di scena in una puntata piuttosto piatta, se non negli ultimi 30 secondi della puntata: Alex ha accettato il patteggiamento, andrà in galera.

Buona la scelta di Shonda di far scendere in campo solo tre personaggi dell’intero cast così da ridare un po’ di spazio a figure come Arizona e la Bailey che nelle ultime puntate erano state trascurate a favore dei colleghi. La protagonista, Meredith, presente nel telefilm solo tramite alcuni voiceoff, ma l’assenza non si patisce particolarmente.

Nel complesso una puntata monotona, toccante solo in alcuni dialoghi con scene ben strutturate. Ridondante il solito racconto, presunto vero, del passato di Jo. Bella l’evoluzione caratteriale della Bayley che arriva in carcere con una certa insofferenza e intransigenza di fondo e che alla fine ritrova il contatto con la realtà. Buona anche la prestazione di Arizona che ci ricorda di essere una mamma a distanza.

Voto: 6, una sufficienza per la forma più che per i contenuti, Shonda puoi darci di più! E non in termini di morti!

– Dreamy Tramp –

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