La Mante – Recensione serie Netflix

LA MANTE

Nell’oceano di serie crime che bagna il pianeta Netflix, capita di pescare prodotti buoni ed altri meno buoni.

La Francia si fa spazio con una storia da seguire tutta d’un fiato: La Mante.

Una serial killer chiamata La Mantide, decide di collaborare con la polizia quando un copycat comincerà ad uccidere venticinque anni dopo gli orrendi delitti commessi dalla donna.

Pur seguendo la struttura classica del whodunit, ossia scoprire chi è l’assassino, la serie non si adagia sui cliché del genere, ma sviluppa diversi temi che tengono in piedi tutto l’impianto narrativo.

Gli omicidi, i segreti, la corsa alla ricerca di indizi per fermare l’assassino mischiano le carte in tavola. I sospetti si spostano da un personaggio all’altro mentre vengono a galla ad ogni episodio nuovi intrighi e nuove rivelazioni che spostano di volta in volta il tiro delle indagini.

La Mante costruisce passo dopo passo l’impalcatura per arrivare alla soluzione del caso che non si riduce al solo gioco di un classico serial killer, bensì apre la discussione ad alcuni temi che ancora oggi, nella società moderna, sono ancora trattati con complessità.

La famiglia resta il fulcro della storia. Tutti gli eventi che accadono e che già sono accaduti vengono messi in movimento da situazioni difficili e drammi che durante gli episodi verranno chiariti totalmente.

La scelta di non andare avanti producendo una seconda stagione, nonostante gli spunti non manchino, fa apprezzare ancora di più la serie che non lascia dubbi e domande senza risposta.

Da guardare: Se cercate un crime da godervi senza sosta, La Mante è la serie giusta.

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