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La La Land. Un musical per sognatori.

La La Land è una delle pellicole più elogiate in questo periodo con ben 14 nomination all’oscar, anche se questo non giudica un lungometraggio come capolavoro. Critica e pubblico non sempre sono d’accordo anzi molto spesso si apre un abisso tra le due compagini; La La Land ha fatto però breccia sia nel cuore del pubblico, sia nel giudizio della critica.

Chazelle ritorna sul grande schermo trasportando nuovamente lo spettatore nell’atmosfera jazz della contemporaneità, in cui lo scandagliarsi delle stagioni segnerà per i protagonisti  una rinascita delle loro ambizioni folli da grandi sognatori. Mia è un’aspirante attrice che cerca disperatamente di proseguire il suo sogno,sacrificando una professione forse più stabile; Sebastian ha le idee chiare, lui vive per le fantasie da musicista jazz e non importa se rifiuta il successo mondiale; anche lui come Mia vive dell’amore che prova per la sua passione, una desiderio folle ma necessario. Chazelle tende a puntualizzare fin dalla prima inquadratura il desiderio di vivere per le proprie vocazioni, non importa quanto sembrino irrealizzabili ed è proprio l’amore al centro di ogni scena,non solo per una persona ma per un ideale.

La sceneggiatura non è straordinaria,le classiche sfaccettature  dei personaggi non rivoluzionano il genere ma è il punto macchina di Chazelle, la sua messa in scena ad essere spaventosamente curata in ogni piccolo dettaglio. Dal primo piano sequenza che apre la pellicola siamo già di fronte a un notevole uso della macchina da presa; ritornano le panoramiche a schiaffo già usate in Whiplash che qui hanno lo scopo di non interrompere il pensiero fisso dell’amore dei protagonisti. La fotografia esalta i colori con una grazia impressionante, da un rosso molto acceso a una tonalità dalle tinte blu per poi sfumare in un arcobaleno di colori in cui costumi, scenografie e coreografie dei personaggi su schermo, ammaliano lo spettatore. La La Land è una poesia di immagini; Chazelle ha realizzato un’opera che non è d’avanguardia ma ha una messa in scena che vuol far sognare lo spettatore attraverso delle sequenze che richiamano moltissimi altri prodotti dello stesso genere.

La colonna sonora di Justin Hurwitz accompagna lo scorrere delle stagioni con notevole efficacia; ancora una volta è l’amore, l’ossessione della musica il motore trainante della pellicola che pur con una sceneggiatura che non vuole raccontare niente di nuovo riesce nel suo scopo. Damien Chazelle si riconferma un regista interessante, grazie alla sua tecnica di alto livello con la macchina da presa,complice anche il montaggio sempre curato in ogni stacco. La La Land è assolutamente verosimile nelle  soluzioni narrative, non vuole assolutamente inventarsi finali irrealistici ed è un pregio della pellicola che merita di essere vista. L’amore dei due protagonisti interpretati da Ryan Gosling e Emma Stone è sincero e mai melenso, primi e primissimi piani sono perfettamente inseriti nell’opera in cui lo sguardo del futuro ha un notevole significato.

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