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In che modo la nuova Carrie ottiene il meglio dal mondo di Stephen King e di Brian De Palma quando si tratta della morte di un personaggio chiave

Carrie: come muore Margaret White nella serie di Mike Flanagan

La nuova serie di Carrie firmata da Mike Flanagan non si limita a riproporre la celebre storia di Stephen King, ma rielabora alcuni dei suoi momenti più importanti, trovando un equilibrio tra il romanzo originale e le precedenti trasposizioni cinematografiche.

Tra le modifiche più interessanti c’è proprio la morte di Margaret White, la madre di Carrie, interpretata da Samantha Sloyan. Il finale della serie combina infatti due versioni molto diverse dello stesso evento: quella immaginata da King nel romanzo del 1974 e quella resa celebre dal film di Brian De Palma del 1976.

Il risultato è una scena che rende omaggio a entrambe le opere, ma introduce anche nuovi elementi nella storia e lascia aperte possibilità interessanti per il futuro del personaggio di Carrie.

Attenzione: seguono spoiler sul finale della serie Carrie.

Come muore Margaret White nella serie Carrie?

Nella serie di Mike Flanagan, lo scontro finale tra Carrie e sua madre assume la forma di un confronto intimo e terrificante. Carrie utilizza i suoi poteri telecinetici per scagliare diversi utensili da cucina contro Margaret, prima di distruggere completamente la casa di famiglia.

A differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, però, Margaret sopravvive al crollo.

La serie rivela infatti che anche lei possiede poteri telecinetici repressi, che le permettono di proteggersi e di evitare di essere schiacciata dalle macerie.

Dopo essere sopravvissuta alla distruzione della casa, Margaret viene avvicinata e intervistata da un misterioso gruppo di individui dotati di poteri, guidato dal personaggio interpretato da Kate Siegel.

La donna viene interrogata su Carrie, ma la situazione precipita quando comincia a reagire con ostilità alle domande.

A quel punto, il personaggio di Siegel utilizza i propri poteri telecinetici per rallentare progressivamente il battito cardiaco di Margaret, fino a provocarne la morte.

È proprio qui che la serie compie la sua scelta più interessante: la morte di Margaret combina elementi del romanzo di Stephen King con quelli del film di Brian De Palma.

La morte di Margaret nel romanzo di Stephen King

Nel romanzo originale Carrie, pubblicato nel 1974, Stephen King aveva immaginato una morte molto diversa da quella mostrata nel celebre adattamento cinematografico.

Durante il confronto finale nella casa dei White, Carrie utilizza i propri poteri telecinetici per rallentare gradualmente il battito cardiaco della madre, fino a fermarlo.

La morte di Margaret è quindi il risultato diretto dei poteri della figlia, in una scena che mette al centro il legame distruttivo tra le due e il conflitto che ha segnato tutta la loro relazione.

Questa soluzione narrativa è particolarmente significativa perché mostra come Carrie sia ormai in grado di controllare le proprie capacità anche in modo estremamente preciso, trasformandole in uno strumento letale.

Tuttavia, quando si trattò di adattare il romanzo per il grande schermo, il regista Brian De Palma decise di cambiare radicalmente il modo in cui il personaggio sarebbe morto.

Come muore Margaret White nel film di Brian De Palma?

Nel film del 1976, interpretato da Sissy Spacek e Piper Laurie, Margaret White muore in una scena diventata una delle più iconiche della storia dell’horror.

Durante lo scontro finale, Carrie scaglia contro la madre diversi utensili da cucina, tra cui coltelli e altri oggetti appuntiti, che la colpiscono ripetutamente.

Margaret viene infine trafitta e crocifissa in una posizione che richiama quella della statua di San Sebastiano davanti alla quale costringeva la figlia a pregare.

La scelta di De Palma rende la scena visivamente molto più brutale rispetto alla versione letteraria, trasformando la morte di Margaret in un’immagine fortemente simbolica.

Lo sceneggiatore Lawrence D. Cohen aveva spiegato che il regista riteneva la morte attraverso il rallentamento del battito cardiaco un’idea efficace sulla pagina, ma poco incisiva nella sua trasposizione cinematografica.

De Palma preferì quindi puntare su un’immagine immediatamente riconoscibile e visivamente potente: gli utensili che trafiggono Margaret, richiamando proprio la devozione religiosa ossessiva che aveva imposto alla figlia.

Mike Flanagan unisce il romanzo e il film del 1976

La soluzione scelta da Flanagan permette alla nuova serie di recuperare entrambe le versioni della storia.

Da una parte ritroviamo gli utensili da cucina che colpiscono Margaret, un chiaro riferimento al film di De Palma. Dall’altra, il rallentamento del battito cardiaco, che riprende direttamente la morte descritta da Stephen King.

La differenza fondamentale è che, nella serie, Carrie non è responsabile dell’arresto cardiaco finale della madre: Margaret sopravvive allo scontro iniziale e viene uccisa successivamente dal personaggio interpretato da Kate Siegel.

In questo modo, Flanagan riesce a conservare due degli elementi più memorabili delle versioni precedenti, reinterpretandoli all’interno di una narrazione più ampia.

La serie, infatti, dispone di otto episodi per sviluppare personaggi e situazioni che nel romanzo e nel film avevano necessariamente uno spazio più limitato. Questo consente di introdurre nuove rivelazioni, approfondire Margaret e modificare alcuni passaggi fondamentali della vicenda.

La morte di Margaret apre nuove possibilità per Carrie?

La presenza del misterioso gruppo di individui dotati di poteri aggiunge un ulteriore livello alla storia. La loro attenzione nei confronti di Margaret e Carrie suggerisce che gli eventi della serie potrebbero inserirsi in un contesto narrativo più ampio rispetto a quello delle precedenti versioni.

Il destino di Margaret diventa così parte di una rielaborazione che non guarda soltanto al passato del franchise, ma prova anche a costruire qualcosa di nuovo.

La serie mantiene alcuni momenti iconici del romanzo e del film del 1976, ma non si limita a ripeterli. Li trasforma, li combina e li utilizza per ampliare il mondo narrativo di Carrie.

È proprio questa capacità di unire tradizione e innovazione a rendere interessante l’approccio di Mike Flanagan: la nuova serie rende omaggio a Stephen King e Brian De Palma, ma cerca allo stesso tempo una propria identità.

E la morte di Margaret White è uno degli esempi più evidenti di questa scelta.

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