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Silo 3, episodio 9: recensione e spiegazione del finale

Silo 3, episodio 9: la recensione e il recap di un finale sconvolgente

Il finale dell’ottavo episodio di Silo 3 era stato devastante.

Juliette (Rebecca Ferguson) era stata catturata dalla Judicial, Sims (Common) e Camille (Alexandria Riley) sembravano ormai arrivati a un punto di rottura definitivo, mentre Knox (Shane McRae) e Martha (Harriet Walter) si trovavano davanti a una scelta impossibile: ritirarsi oppure portare avanti il piano per far saltare la Judicial, con Juliette ancora intrappolata al suo interno.

L’episodio 9, intitolato “Farewell”, riparte da Bernard (Tim Robbins) e dalla sua decisione di fare la prima mossa.

È un episodio enorme, diviso tra il presente e un lungo salto temporale nel Before Times, e si conclude con quello che potrebbe essere uno dei colpi di scena più devastanti dell’intera stagione.

Attenzione: seguono spoiler sull’episodio 9 della terza stagione di Silo.

Bernard propone uno scambio

I primi minuti chiariscono subito a chi sia dedicato il “farewell” del titolo.

Bernard decide di consegnarsi e arriva attraverso la carrucola che Ossie ha aiutato Juliette e gli altri a utilizzare negli ultimi episodi. Una volta davanti a Camille, le propone uno scambio.

Bernard promette di fornire all’Algoritmo esattamente ciò di cui ha bisogno in quel momento: una storia.

È disposto ad assumersi pubblicamente la responsabilità di tutto ciò che è accaduto, compresa la morte di Mary Meadows, gli ordini che hanno portato alla morte di Jahns e Marnes e la menzogna secondo cui Juliette avrebbe voluto lasciare il silo.

In cambio chiede che Juliette venga liberata, che il Vitamina D+ venga fermato e che Camille permetta alla leadership di “riabilitarlo”, trasformandolo in una sorta di esempio di redenzione.

L’Algoritmo, però, analizza la situazione e arriva a una conclusione diversa.

Secondo i suoi calcoli, il risultato cambierebbe pochissimo e sarebbe addirittura più vantaggioso per il silo mantenere il piano originale: Bernard dovrebbe essere mandato a pulire, mentre Juliette e il Vitamina D+ resterebbero sotto controllo.

Bernard insiste sul fatto che le persone hanno bisogno di storie di redenzione, un elemento presente nei grandi miti e nelle religioni.

L’Algoritmo gli risponde che ha semplicemente sbagliato i suoi calcoli.

Bernard non ha alcun potere contrattuale: è già prigioniero e non gode della fiducia degli abitanti.

La conversazione termina con un semplice:

“Goodbye, Bernard.”

Ed è proprio il modo in cui quella parola viene pronunciata a far scattare qualcosa.

L’Algoritmo potrebbe essere una persona

Subito dopo, Bernard parla con Camille davanti al caveau.

Le fa notare che, in tutti gli anni trascorsi a servire quella voce, non l’aveva mai sentita terminare una conversazione in quel modo.

Era sembrata quasi infastidita.

E le macchine, secondo Bernard, non si arrabbiano e non si frustrano.

Le persone, invece, sì.

È allora che arriva una delle rivelazioni più importanti della stagione.

Bernard non crede più che l’Algoritmo sia una macchina.

Secondo lui, dietro quella voce c’è una persona, qualcuno che si trova nel Silo 1 e che decide il destino di tutti gli altri.

E una persona, a differenza di una macchina, può essere sconfitta.

Una condanna a morte mascherata da notizia

Camille comunica agli abitanti del silo che Bernard Holland è stato ritrovato vivo e che, per i suoi crimini, è stato condannato a pulire a mezzogiorno.

Nel frattempo, Sims e Juliette sono ancora intrappolati insieme dietro una porta rinforzata.

Camille ha chiuso Juliette nella stessa stanza di Sims, come avevamo visto nell’episodio precedente.

Sims ammette amaramente che l’unico modo per cambiare il destino di tutti sarebbe che sua moglie smettesse di obbedire a “quello schermo”.

Ormai non riconosce più la donna che ha davanti.

Nel frattempo, Martha spiega il piano.

La pulizia di Bernard è soltanto un diversivo.

Tutto dipende da qualcosa che Paul Billings ha scoperto: una violazione del Patto talmente grave che nessun altro ha avuto il coraggio di rivelarla.

E deve essere proprio Juliette a mostrarla agli abitanti.

Prima, però, devono riuscire a entrare nella Filtrazione dell’acqua al livello 55.

La proposta di Camille a Juliette

Camille incontra privatamente Juliette e le porta del vino che la prigioniera non vuole.

Poi comincia a provocarla, ricordandole la ribellione e il modo in cui aveva lavorato segretamente contro il blocco alimentare imposto da Bernard al Down Deep, aiutando i ribelli a vincere anche grazie al sostegno degli agenti dello sceriffo.

Camille sa già che Juliette aveva inscenato la morte di Bernard e che si era nascosta insieme ai ribelli.

Ma ciò che vuole davvero da lei è molto più inquietante.

Le propone di aiutarla a gestire la transizione che seguirà alla diffusione del Vitamina D+, reclutando un rappresentante per ogni dipartimento.

Queste persone dovrebbero essere incaricate di aiutare la popolazione a riorganizzarsi dopo la perdita della memoria.

Juliette capisce immediatamente il problema.

Prima o poi, anche quei rappresentanti dovranno dimenticare tutto.

L’unica eccezione sarebbe Camille.

Lei intende conservare i propri ricordi e portare da sola il peso di ciò che è accaduto.

Juliette rifiuta categoricamente.

Juliette traccia una linea invalicabile

Knox e Shirley guidano una folla verso la Filtrazione dell’acqua.

Camille ordina ai Raider di fermarli con qualsiasi mezzo necessario.

La situazione rischia di degenerare rapidamente.

Da una parte ci sono gli abitanti che gridano “Lasciateci passare!”, dall’altra gli uomini armati della Judicial.

Poi interviene Juliette.

La sua sola presenza è sufficiente a cambiare la situazione.

Juliette convince pubblicamente la folla a fermarsi e nega che esista un piano per utilizzare una sostanza capace di cancellare la memoria.

Dice che si tratta semplicemente di vitamina D.

È una scena dolorosa ma anche estremamente potente, perché mostra quanto Juliette abbia ancora influenza sugli abitanti del silo.

Camille si complimenta con lei per il modo in cui ha gestito la folla.

Poi rivela le sue vere intenzioni.

Juliette morirà.

Tutti gli altri vivranno e Camille farà in modo che Juliette venga ricordata come un’eroina.

Ordina quindi che venga preparata per la pulizia di Bernard e che Sims venga riportato nel loro appartamento.

Nel frattempo, Shirley incontra il padre di Knox, che ha deciso di tornare a utilizzare il suo vecchio nome: Gus.

È un piccolo momento di riconciliazione dopo tutto quello che era accaduto tra padre e figlio nell’episodio precedente.

Camille e Sims arrivano allo scontro finale

A casa, Camille e Sims hanno il loro confronto definitivo.

Sims le dice di amarla, ma spiega anche che ama il loro figlio.

Cancellare i ricordi di Anthony (Oscar Coleman) significherebbe cancellare ciò che è, la sua storia e, in definitiva, ciò che sono come famiglia.

Camille ribatte che Sims e Bernard hanno messo tutti in pericolo mantenendo nascosti i loro segreti.

Poi gli rivolge una minaccia gelida.

Presto, tutto ciò che Anthony saprà di Camille sarà soltanto quello che Sims sceglierà di raccontargli.

Bernard rivela la verità sull’Algoritmo

Rimasto solo con Juliette per l’ultima volta, Bernard le spiega finalmente perché ha deciso di consegnarsi.

Lo ha fatto per creare un diversivo e permettere a Martha e agli altri di agire.

Juliette pensa però di aver compromesso il piano quando Camille ha minacciato Knox e Shirley con una pistola per costringerla a collaborare.

Lei lo implora di continuare a combattere.

Bernard le assicura che sta ancora combattendo.

Semplicemente, lo sta facendo in un modo diverso.

Con tutti gli occhi puntati su di lui, Knox e gli altri hanno finalmente l’occasione di agire.

Poi Bernard le rivela la verità più importante dell’intera stagione.

La voce che tutti temono non è una macchina. È una persona.

Qualcuno in carne e ossa che si trova nel Silo 1 e decide il destino di tutti gli altri.

Bernard dice che, se ne avesse la possibilità, ucciderebbe quell’uomo con le proprie mani.

Ma sa che non avrà mai questa occasione.

Juliette, invece, potrebbe averla.

Perché Juliette è una unificatrice.

E Bernard è convinto che sia proprio lei la persona capace di cambiare tutto.

Bernard va a pulire

Paul pronuncia il discorso sulla pulizia tratto dal Patto, mentre Bernard si prepara a uscire.

Ma questa volta Bernard fa qualcosa di diverso.

Esce senza indossare la tuta.

È una scena quasi mitologica, perfettamente in linea con le altre sequenze dedicate alle pulizie che abbiamo visto nel corso di Silo.

Juliette riflette sulla domanda più importante lasciata in sospeso da Bernard.

Una domanda semplice:

Perché?

Perché esistono i silos?

Perché sono stati isolati?

Perché è stata creata una Safeguard capace di uccidere tutti gli abitanti se i Fondatori avevano davvero intenzione di proteggerli?

Forse, pensa Juliette, non erano mai destinati a conoscere la risposta.

E subito dopo quelle parole, tutto esplode.

Letteralmente.

L’esplosione cambia tutto

Sembra essere Ed Harwood (Ned Dennehy) a far esplodere l’ordigno proprio in quel momento.

Paul cerca di mantenere il controllo sulla folla mentre Camille perde completamente la calma.

La donna avverte Juliette che il piano dei suoi amici potrebbe aver appena ucciso tutti.

Ma la storia si sposta finalmente nel Before Times.

Ed è qui che l’episodio diventa ancora più devastante.

Un salto temporale nel Before Times

La storia fa un salto temporale.

Daniel (Ashley Zukerman) e Helen (Jessica Henwick) sono a un’ecografia e sembrano essere trascorsi diversi anni dagli eventi precedenti.

I due sono felici e nervosi allo stesso tempo e stanno preparando un viaggio ad Atlanta per quello che tutti continuano a chiamare “la questione Stensen”: il progetto di perforazione che, come sappiamo, diventerà fondamentale per la storia dei silos.

Daniel e Helen raggiungono quindi Charlotte (Jessica Brown Findlay) e Anna (Morven Christie).

La sequenza è sorprendentemente calda e divertente.

Per una volta Silo ci mostra una quotidianità quasi normale.

Ci sono battute sulla noiosa carriera di Daniel nel settore della riqualificazione dei ponti, scherzi sul piccolo giornale di Helen e persino una discussione sul nome del bambino.

Ma sotto questa apparente leggerezza si nasconde qualcosa di molto più doloroso.

Anna è sopravvissuta alle cure contro il cancro durante l’inverno precedente.

Charlotte, con il suo carattere duro e i modi da ex militare, ha trascorso quel periodo facendo amicizia con i bambini malati nel reparto dove Anna era stata curata.

È una parentesi familiare e sorprendentemente tenera.

Ed è proprio per questo che ciò che accadrà pochi minuti dopo risulterà ancora più devastante.

L'”Unveiling” e il futuro dei silos

Il giorno successivo arriva il grande evento pubblico.

Daniel e Helen partecipano insieme ad altri civili a una visita completa di un silo, accompagnati da guide in realtà aumentata e badge dotati di riconoscimento facciale.

Conosciamo anche Everett, una guida turistica che vive all’interno di un silo da quasi un anno come parte della fase di presentazione pubblica del progetto.

Le immagini del silo e le informazioni sulla sua struttura sono impressionanti.

Scopriamo che ogni silo è progettato per resistere a un’esplosione da 30 megatoni a circa tre chilometri di distanza, mentre le porte anti-esplosione, dal peso di 25 tonnellate, sono in grado di filtrare particelle fino a 50 nanometri.

Helen, non senza ironia, definisce il progetto l’Arca di Stensen.

E il paragone non è poi così assurdo, considerando che l’obiettivo dichiarato è ospitare almeno due persone provenienti da ogni Paese del mondo.

Daniel incontra anche il dottor Victor Crnkovich (Matt Craven), ormai profondamente coinvolto nel progetto.

Victor è entusiasta all’idea che Daniel stia per diventare padre.

Il personaggio ammette che, più andava avanti con il progetto, più si rendeva conto che i silos avrebbero avuto bisogno di una vera e propria infrastruttura psicologica nel caso in cui fossero stati effettivamente utilizzati.

Ed è proprio così che nasce il Patto.

La cosa più sorprendente è che, tecnicamente, il Patto è stato scritto dall’IA e successivamente modificato da Victor e Anna.

Un dettaglio che spiega anche alcune delle sue regole apparentemente assurde.

Qualcosa non torna con Charlotte

Anche il senatore Thurman (Laura Innes) incontra nuovamente Daniel e gli attribuisce il merito di aver contribuito a mantenere il progetto nei tempi previsti grazie alla sua idea dei “cinquanta scavatori”.

L’atmosfera è ancora leggera.

Thurman e Stensen discutono sui tempi del discorso, mentre qualcuno scherza sul fatto che il prossimo grande obiettivo di Stensen potrebbe essere addirittura il viaggio interstellare.

Ma poi Daniel, che stava scambiando messaggi con Charlotte, comincia a notare qualcosa di strano.

I messaggi che riceve non sembrano scritti da lei.

E la verità è inquietante.

Stensen, che si trova proprio vicino al palco, ha il telefono di Charlotte e sta rispondendo ai messaggi al suo posto.

Daniel non capisce cosa stia succedendo.

Comincia a sentirsi sempre più ansioso e disorientato.

Si allontana dalla folla per cercare Helen, mentre lei si trova dall’altra parte dell’enorme struttura.

I due riescono a comunicare a malapena attraverso i telefoni.

Anche Henry cerca disperatamente di raggiungere Daniel.

Alla fine Daniel e Helen riescono a vedersi.

Si scambiano un breve sorriso e si salutano da lontano.

Poi tutto esplode.

Il finale di Silo 3 episodio 9 è devastante

Una gigantesca esplosione attraversa la distanza tra loro.

Gli uomini della sicurezza ordinano a tutti di raggiungere il silo più vicino e mettersi al riparo.

Daniel è ferito, terrorizzato e cerca Helen tra le macerie.

La chiama disperatamente.

Poi arriva Henry, urlando a tutti di correre.

Ed è qui che l’episodio si interrompe.

Recensione di Silo 3 episodio 9

“Farewell” è il penultimo episodio della terza stagione e probabilmente uno dei più ambiziosi dell’intera serie.

Per buona parte dell’episodio potrebbe sembrare che Silo stia dedicando troppo tempo a elementi secondari, soprattutto nel Before Times.

Poi arrivano gli ultimi minuti e tutto acquista un significato completamente diverso.

La storia di Bernard riceve una conclusione all’altezza del personaggio.

Il suo ultimo gesto consiste nel consegnare a Juliette la rivelazione più importante della stagione: l’Algoritmo potrebbe essere una persona.

È un colpo di scena che cambia completamente il modo in cui guardiamo agli eventi precedenti.

L’idea di Bernard è anche estremamente semplice e, proprio per questo, efficace: una macchina non si irrita. Una persona sì.

Il salto temporale nel Before Times funziona altrettanto bene.

La lunga sequenza dedicata a Daniel, Helen, Charlotte e Anna ci regala qualcosa che Silo raramente concede: momenti di felicità e normalità.

Ed è proprio questo a rendere ancora più dolorosa l’esplosione finale.

Il dubbio più grande riguarda proprio l’esplosione.

Quanto è stato davvero un incidente?

L’episodio non offre ancora una risposta definitiva.

Ma è impossibile non chiedersi se dietro ciò che è successo ci sia qualcosa di più, soprattutto considerando che Daniel sembrava essere seguito quando si è allontanato dalla zona in cui si trovava.

Nel complesso, Silo 3 episodio 9 è un capitolo devastante e ambizioso, che lascia praticamente tutte le principali storyline sospese nel vuoto a un episodio dalla conclusione.

E soprattutto lascia una domanda impossibile da ignorare:

Helen è davvero morta?

A questo punto, non resta che aspettare il finale.

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