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The Gifted – Recensione episodio pilota 1×01

Oggi più che mai film e serie tv tratte dai fumetti attirano il pubblico e la sua passione, ecco perché era alquanto strano il fatto che nessuno dei canali principali americani avesse ancora dato vito ad una serie ispirata ai fumetti degli X-Men. Quest’anno la Fox ha deciso di farlo ed ecco che così nasce The Gifted. L’aspetto più particolare e sicuramente più riuscito è che la serie si pone nell’universo degli X-Men, ma nessuno dei mutanti più famosi compare e nonostante questo, la serie sembra potersi reggere sulle sue gambe.

Per quanto riguarda la trama, la serie si focalizza sulle vicende di una famiglia, gli Strucker, i cui figli Andy e Lauren rivelano ai propri genitori Caitlin e Reed di essere dei mutanti, una scoperta che non potrebbe essere più scioccante e scomoda, perché ormai si vive in un mondo in cui i mutanti sono perseguitati e imprigionati ed i pochi che riescono a sfuggire sono costretti a vivere nascosti agli occhi del mondo. Come detto in precedenza, gli X-Men non compaiono, ma sono citati esplicitamente e si capisce chiaramente come fossero una delle parti che si scontrava con altri mutanti. Questi scontri sono il punto di tutto perché ad un certo punto il governo ha preso in mano la situazione dichiarando pubblicamente che ogni mutante è una minaccia e come tale va trattata. Quindi in questa serie si ritrovano i punti fondamentali che caratterizzano le storie degli X-Men, cioè il razzismo e la paura del diverso che porta a fare di tutta un’erba un fascio e quindi ad attaccare chiunque sia diverso (cioè mutante). Com’è abbastanza evidente, queste tematiche sono molto attuali e ciò fa capire ancora di più perché sin dal suo inizio The Gifted riesce a coinvolgere lo spettatore. Il fatto che queste tematiche ritornano in modo preponderante poteva dare una sensazione di già visto, ma gli autori sono riusciti a dosare tutto in modo perfetto così da dare un qualcosa di nuovo in un universo in continua espansione. Per quanto riguarda i personaggi, è chiaro come questi siano divisi in due famiglie: quella naturale e quella acquisita. La naturale è quella degli Strucker che nel momento del bisogno si riunisce, abbandona tutto e inizia a scappare insieme. Quella acquisita è la famiglia mutante che pur vivendo mille difficoltà non smette di combattere per i propri membri. Queste due descrizioni di famiglia sono il cardine della serie e riesce a far comprendere come gli autori continueranno a puntare su questi aspetti perché vogliono fare di questa serie un family drama supereroistico che riesca a coinvolgere ed appassionare senza le ingombranti figure dei mutanti più famosi.

Un altro aspetto che rende molto riuscito questo pilot è la regia che si fonde, e quindi va sempre di pari passo, con il ritmo. Infatti, sia la regia che il ritmo sono incalzanti sin dall’inizio, ma non rimangono statici, anzi pian piano aumentano fino ad arrivare al finale che si conclude con un buon cliffhanger. Tutto questo permette una totale immersione dello spettatore nella serie ed è per questo motivo che non si può che essere soddisfatti di quanto visto in questo pilot. In conclusione è chiara l’intenzione degli autori di puntare molto su questa serie per espandere l’universo degli X-Men e, se il buongiorno si vede dal mattino, ci sono molte possibilità che The Gifted riesca non solo ad ampliare l’universo di cui fa parte, ma soprattutto che riesca a farlo innovando e dando sempre qualcosa di diverso in un mondo che ha già detto tanto. Quindi questo show è assolutamente da guardare per chi ama i fumetti e in particolare gli X-Men, ma anche chi non sa chi siano questi personaggi può avvicinarsi alla serie per trovare un buon prodotto di intrattenimento. Infine, bisogna assolutamente fare una menzione d’onore al cameo del grande Stan Lee che pur non dicendo nulla, come sempre riesce ad alzare il livello dello show.

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