Salvation – Recensione 1×11 – All in

E’ molto interessante notare come più si va avanti e più si ha la sensazione che l’asteroide che minaccia la terra sia sempre più messo in secondo piano nelle vicende di Salvation. Quindi si ha la netta sensazione che l’asteroide non sia altro che un grande macguffin. Infatti, l’asteroide è stato usato solo come pretesto per scatenare tutta una serie di azioni che poi hanno caratterizzato la serie e questo aspetto è chiaro più che mai in “All In”, undicesimo episodio della serie. Basti pensare che nei primi episodi si aveva la sensazione del tempo che passava e dell’urgenza di risolvere l’enorme problema che minaccia la terra, ma ora che bisogna solo aspettare che l’EmDrive faccia il suo lavoro, la serie si concentra su altro, cioè sui personaggi. Il problema è che concentrandosi sui personaggi, la serie doveva dare il meglio di se, ma in realtà da il peggio di se. Infatti, questo episodio risulta il peggiore della serie, per il semplice fatto che negli episodi precedenti, anche i meno riusciti, c’erano degli aspetti che comunque si salvavano, mente in “All In” non si salva assolutamente nulla.

L’episodio non ha una trama portante, ma si muove su cinque sotto trame unite da un montaggio non esattamente tra i migliori che si siano visti in una serie TV e questo rende chiaro come la quantità non è sinonimo di qualità. Infatti questi cinque aspetti dell’episodio sono uno peggio dell’altro e uno più inconsistente e noioso dell’altro. In realtà due di queste sotto trame sembrano essere abbastanza interessanti, ma hanno troppo poco spazio per risultare davvero efficaci. Innanzitutto la trama legata al nuovo Presidente viene sbrigata troppo velocemente e poi compare solo per far capire che, se meglio sviluppato, il Presidente interpretato dal bravo Sasha Roiz, potrebbe risultare un gran bel personaggio, soprattutto perché si è capito che è arrivato alla Casa Bianca in un modo non esattamente legale. Poi, l’altra trama che poteva essere interessante, ma viene sempre rilegata a puro contorno è quella dedicata ad Amanda, la giornalista che non smette di ficcare il naso e che presto potrebbe scoperchiare un altro vaso di pandora, ma gli autori non le danno il giusto spazio. Ma come detto, ci sono altre tre sotto trame, ma che sono troppo noiose per essere vere. Tutta la trama dedicata a Liam e Jillian è perfetta per curare l’insonnia, poi la trama dedicata a Grace, Harris ed ai loro figli è inconsistente e quindi non riesce a catturare l’attenzione di chi guarda, ed in più il tutto è basato su una vera stupidaggine: infatti, non si può non considerare che evidentemente FBI, CIA ed ogni agenzia federale siano inutili visto che nessuno nella Casa Bianca conosce l’aspetto del figlio del Segretario della Difesa.

Infine c’è la trama che riguarda Darius e la sua azienda. Questa poteva essere interessante, ma gli autori hanno voluto ancora una volta mettere la questione sul piano personale sia tra Darius e Tess, sia tra Darius e lo zio Nicolas. La prima relazione è ancora una volta inefficace e soprattutto completamente inutile a fine della trama. La seconda, invece, regala la scena migliore dell’episodio, cioè quella del viaggio in aereo. Questa scena, anche se basata su presupposti scontati, risulta efficace e convincente, ma non basta una scena per salvare l’episodio. In sostanza, quindi, con l’undicesimo episodio, Salvation sforza il suo peggior episodio facendo decisi passi indietro e rilegando la serie a territori dove, in linea teorica, non dovrebbe stare. Ed ecco perché forse l’unico aspetto positivo di “All In” è che mancano solo due episodi alla fine della stagione.

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