Salvation – Recensione 1×03 – Truth or Darius

Truth or Darius. Questo è il titolo del terzo episodio di Salvation e queste due semplici parole racchiudono perfettamente l’episodio, soprattutto se si considera il finale molto interessante, che apre diverse porte per gli episodi successivi. Ma il problema è che, solo questa parte finale è davvero interessante, per il resto la serie si conferma sugli stessi standard dei primi due episodi,aggiungendoci, purtroppo, anche altre situazioni negative.

Tre episodi ormai fanno una certezza, quindi è chiaro che la serie non brilla e non brillerà di originalità, ma con questo aspetto, dopo più di 120 minuti di serie, non si può che scendere a patti e accettarlo. Il problema di “Truth or Darius”, quindi, sono altri e sono decisamente importanti. Innanzi tutto c’è una superficialità nella scrittura disarmante, come quando il governo USA dà solo sei giorni a Darius per fare qualcosa che non è mai stato fatto prima e che va contro le leggi della fisica, oppure quando fanno capire chiaramente che al progetto che dovrebbe salvare il mondo ci lavorano in quattro gatti, ma soprattutto quando gli USA si ergono a giudice, giuria e carnefice condannando praticamente a morte un miliardo di asiatici pur di salvare loro stessi e tutto questo senza avvisare i grandi capi di queste nazioni. Tutte queste situazioni fanno storcere il naso, infatti si ha subito la sensazione che qualcosa non funzioni e il, comunque, buon ritmo viene spezzato da situazioni troppo forzate e troppo inverosimili per sembrare reali e quindi coinvolgere davvero lo spettatore.

Altri parti dell’episodio sono molto interessanti, infatti  riescono a coinvolgere pienamente lo spettatore perché fanno capire realmente che il mondo è in pericolo e che il tempo passa inesorabile e non lo si può fermare e quindi la Terra è sempre più in pericolo. Ma, come detto, il ritmo è troppo spezzato e incostante, quindi tutto quello che c’è di buono viene oscurato dalle troppe situazioni che non funzionano. A queste si aggiungono una regia, anche questa troppo incostante; avvolte troppo invadente, avvolte lascia troppo la mano distaccandosi dagli eventi, e una recitazione da parte del cast, che è sicuramente buona, ma non eccezionale, infatti non c’è nessuno che riesca a caricarsi sulle spalle l’episodio, cosa di cui la puntata e la serie hanno davvero bisogno. In fin dei conti, quindi, si può dire che “Truth or Darius” segue la falsa riga dei primi due episodi portandone avanti pregi e difetti e aggiungendo a questi una scrittura maggiormente raffazzonata e poco attenta. Ormai il cammino è impostato, ma la speranza è che i prossimi episodi si concentrino più sui pregi della  serie, che sul portare avanti i suoi difetti che non fanno apprezzare appieno Salvation.

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