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Riverdale: Recensione 1×12 “Anatomy of a Murder” – La scioccante scoperta dell’assassino di Jason Bloom

Ragazzi, che puntatone! Ho sempre detto che questa serie non ha mai perso ritmo, è sempre stata ricca di colpi di scena e di storie intriganti, ma con questa puntata si sono davvero superati! Non lo dico perché è stata la “puntata della rivelazione”, ma anche per: come hanno fatto affrontare questi momenti ai protagonisti, per le sfaccettature, per i dettagli, per il non aver tralasciato davvero nulla. Quando ad inizio puntata si è ripreso esattamente dove ci avevano lasciati, ovvero all’arresto di FP,non ho creduto nemmeno un secondo alla sua dichiarazione. Filava precisamente, non faceva una piega, ed era anche ciò che la maggior parte di noi ha sempre sospettato, ed è proprio per questo che ho pensato  che non fosse possibile. Ci fosse stato un  coinvolgimento di Hiram/Hermione Lodge allora ok, ma da solo no.

Fortunatamente i nostri protagonisti Archie, Veronica, Betty e Jughead non si sono arresi ed hanno indagato e scavato fino in fondo. Questa è stata una delle cose che ho apprezzato maggiormente. Per una volta si sono uniti a favore di uno solo (in questo caso Jughead), senza secondi fini. Veronica inizialmente era disperata nel voler cercare una possibile traccia del padre in tutto questo fattaccio, ma non avendo trovato nulla ha continuato a restare accanto alla sua “gang”.

Jug è stato di una tenerezza quasi atroce direi, perché mi ha spezzato il cuore in ¾ delle scene in cui c’era lui. Arreso e rassegnato, quando si è presentato a scuola attraversando la mensa, e davanti a tutti ha chiesto umilmente scusa a Cheryl, quasi piangevo. Lei lo ha strattonato, schiaffeggiato, e quando Archie è intervenuto per dividerli e difendere l’amico è stata la prima volta in 12 puntate che ho ammirato davvero un  atteggiamento dell’ Adrews. Cheryl non è da biasimare, il dolore  di perdere un fratello è uno dei più difficili da superare. Tutti avremmo reagito così, ma la realtà è che Jug era davvero addolorato. Era davvero convinto della colpevolezza del padre ed era andato lì ad affrontare la situazione, pur conoscendo bene il carattere della ragazza. Ha dimostrato più volte di essere compassionevole, dolce, protettivo e soprattutto intelligente. Intelligenza che gli ha permesso di avere ben chiara la situazione quando, successivamente, ha avuto modo di parlare con il padre in galera  guardando negli occhi: stava mentendo. Non era lui l’assassino di Jason Blossom. Da qui corse contro il tempo ed una rivelazione scottante: i Cooper in realtà sono dei Blossom. Hal Cooper aveva spiegato in passato di una diatriba tra i nonni delle due famiglie, non dicendo che in realtà la famiglia era una poiché loro erano fratelli. Ciò rende Jason e Polly cugini di 2° grado. Tutto così porta sempre in un solo posto: Thorn Hill. Betty inizia a sospettare fortemente dei genitori di Jason, non si ferma nemmeno quando Jacquin ammette di aver aiutato FP a pulire la scena del crimine. Il serpent però decide di lasciare Riverdale, non senza lanciare una bomba: qualche prova c’è ed è proprio nella giacca di Jason che abbiamo più volte visto. Questa nascondeva una pennetta USB con il video del momento in cui Jason fu sparato.

Cliff Blossom, padre di Jason Blossom, è l’assasino del figlio stesso. Dato che non è Pretty Little Liars tutti fanno la cosa intelligente: avvisare Cheryl e chiamare la polizia. La puntata finisce con il ritrovamento del corpo di Cliff senza vita, impaccato, quasi sicuramente morto suicida. Voglio dire che leggendo qua e là in internet, ho trovato una disapprovazione quasi generale sulla banalità della rivelazione. Innanzitutto, tengo a precisare che è decisamente meglio un personaggio scontato che uno shoccante ma assurdo. Tra l’altro, io direi che per quanto i sospetti sulla famiglia ci fossero, mai nessuno avrebbe immaginato di vedere tale brutalità.  C’è chi sostiene che in realtà lui non sia il vero padre di Jason, ma questo si che renderebbe il tutto banale. La cosa bella, forte, che ha superato i limiti di un teen-drama è proprio che lui sia il VERO padre. Avendo Clifford come killer permette allo spettacolo di esplorare i motivi più profondi, come per esempio perché un padre avrebbe ucciso suo figlio, al contrario di avere come colpevole una persona casuale che è solo segretamente folle. Inoltre, ci hanno mostrato tutto come se Jason ripudiasse la sua famiglia e, quando ci hanno mostrato i barili d’acero pieni di droga, ovviamente il primo pensiero è che quello era il motivo di tanto astio. Il ragazzo, forse, non condivideva gli affari loschi del padre.

Pensandoci, poi, mi chiedo quale coerenza ci fosse nel mostrarcelo nei flashback disposto anche a spacciare droga pur di fare soldi e scappare via. Tutto questo non ha senso, e sicuramente le motivazioni ed i segreti saranno molto più interessanti. Vedendo il trailer e leggendo le anticipazioni, il season finale sarà molto più sconvolgente della rivelazione del killer. Non vedo l’ora di scoprire tutto, ma allo stesso tempo già provo nostalgia nel dover salutare i personaggi e i misteri che ci hanno tenuti compagnia in questa prima stagione.

Alla prossima ed ultima recensione di Riverdale ragazzi. Non perdetevela. Vi aspettiamo sulla nostra pagina facebook!

Enza.

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