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Riverdale – Recensione 1×05 – Heart of Darkness

Bentornati ad una nuova recensione di Riverdale. In questa 1×05, ci sono stati molti colpi di scena e abbastanza rivelazioni, come questo telefilm ben ci ha abituati.

Voglio iniziare con lei, la RedQueen, quella che riesce a lasciare a bocca aperta anche in un momento drammatico come la commemorazione di un caro. La famiglia Blossom si prepara per celebrare il funerale di Jason, quando scopriamo che la madre Penelope vieta totalmente Cheryl di poter tenere il discorso per il suo amato gemello brutalmente ucciso. La ragazza è distrutta ed amareggiata, ma grazie alla nostra Veronica, sua sostenitrice inaspettata, riesce ad andare contro tutti e a poter ricordare con parole molto toccanti l’amato fratello. In questa puntata abbiamo potuto scoprire ancora di più quello che ci è stato sempre mostrato, anche se in maniera velata. Sensibile, profondamente provata ed assolutamente vittima di una famiglia che ha tante, troppe cose da nascondere, Cheryl è come se fosse vittima di se stessa, di un’immagine che è costretta a dover mostrare ma che forse non la rappresenta poi tanto. Rispetto alle prime puntate la sto rivalutando abbastanza, anche se ancora credo in qualcosa che lei sa ma che ha paura di raccontare. Anyway, in questa puntata è stata fenomenale. L’amiamo sempre più.

Come ho precedentemente detto, la famiglia Blossom ha sicuramente dei segreti che ancora ci tengono nascosti, ma non è l’unica. I cooper e i Lodge con loro hanno qualcosa che li lega, e che sicuramente va oltre la questione che il signor Cooper ha raccontato a Betty. I nonni erano in affari insieme, commerciavano sciroppo d’acero, fin quando il capostipite dei Blossom non decise di tagliar fuori nonno Cooper, uccidendolo. Sicuramente non sarà l’unico accaduto che ha fatto si che si creasse un odio così profondo tra le due famiglie, anche se basterebbe questo. So che c’è dell’altro, si percepisce. Anche la scoperta che Hal Cooper ha rubato la bacheca dei sospetti con l’inquadratura volutamente fatta sulla foto di Alice, sua moglie, fa aumentare i dubbi che ci sia qualcosa di ancora troppo celato. Non vedo l’ora di scoprire di più. Già, perché il fatto che diano spazio a queste faide familiare rende il tutto ancora più interessante. Quello che c’è con i Lodge è ancora molto vago, ma ci stanno fornendo puntata dopo puntata dei motivi per farci credere che anche loro sono invischiati in qualcosa. Staremo a vedere.

Betty e Jughead. Questi due piccioncini sono stati la cosa più amabile dell’episodio. Tra loro vedo sintonia, affiatamento, sostenimento. C’è una gelosia velata. Ci sono sguardi d’intesa e stima reciproca, tanto da fidarsi l’uno dell’altra nell’esprimere i dubbi più intimi, come quello sul padre da parte di Betty. Magari la coppia non si formerà mai, e sarà un “mai una gioia”, ma sicuramente preferisco la piccola Cooper con lui, che con Archie.

Proprio la nostra biondina ha dovuto fare molte scoperte che riguardano sua sorella Polly. Ha saputo che il  suo internamento nel manicomio è stato dopo un tentato suicidio, e che avrebbe dovuto sposarsi con Jason. Proprio quest’ultima notizia ha un che di spiazzante, dato che ho sempre pensato alla loro storia come una storia tormentata, non una romantica passeggiata verso l’happy ending. Questo ci fa capire che forse non è così come hanno sempre voluto farci credere. Il fatto che la nonnina tanto dolce e simpatica conosca così bene Polly, che sappia del matrimonio, e che la metta anche in guardia da Penelope Blossom, significa che tra i due ragazzi c’era un rapporto profondo e che, chissà chissà se non siano state proprio le intromissioni delle famiglie a far pressioni sulla loro relazione tanto da condizionarla inevitabilmente. Credo proprio che dovranno approfondire molto di più la storia, anche perché la programmazione prevista è di 13 puntate e noi stiamo già alla 5, e mi piacerebbe poter avere già qualche sospettato, anziché vedere tutti come potenziali carnefici.

Come avete potuto vedere, mi sono voluta concentrare molto più sul mistero principale, così come è successo in puntata. Gli indizi sono tanti ma confusi, e siamo ancora in alto mare. Ovviamente, non possono mancare delle considerazioni lampo:

 

  • Ogni spazio dedicato ad Archie è per me uno spazio per poter fare un bel sonnellino. Noioso e ripetitivo. I suoi dubbi amletici sull’essere o non essere capitano della squadra, sull’essere o non essere un cantautore, sono meglio di un sonnifero. I suoi sguardi dolci a Valerie? Stomachevoli.
  • Veronica “Ronnie” Lodge, tu sei la nostra voce! Mi piace sempre più, è un misto tra il grillo parlante e la bocca della verità. Non ha filtri e non se ne frega di questo. Ha dato del noioso ad Archie, e per questo l’amiamo ancora di più.
  • L’amicizia tra Cheryl e Veronica è ormai una nuova ship
  • Nonna Blossom e la sua ciocca rossa? Nessun dubbio da chi abbia preso Cheryl.
  • Hermione Lodge e Fred Andrews is the new Lily van der Woodsen e Rufus Humphrey.

La recensione finisce qui, e vi voglio salutare con la premessa fattaci da Jughead:

Non aspetto altro. Alla prossima.

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