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Recensione Tredici 1×11 – Cassetta 6 Parte A

In questo episodio di Tredici arriviamo finalmente alla cassetta di Clay.
Hannah in questo nastro parla della festa di Jessica, e di come si sia appartata con Clay nella camera dell’amica. I due si baciano, si spogliano, ma poi Hannah lo rifiuta, e il ragazzo se ne va.
Questa cassetta è diversa dalle altre. Fin dall’inizio Hannah, infatti, si assume ogni responsabilità, sollevando Clay da ogni colpa. Clay fa parte dei Tredici non perché è da biasimare, ma perché Hannah voleva che sapesse com’è andata.
Hannah voleva che Clay sapesse che si sentiva marcia, che non voleva corrompere l’unica persona pura che conoscesse, e voleva anche che lui sapesse perché si sentiva così.
Il tema della puntata è il peso delle parole, anche di quelle non dette: Sherry non ha chiamato la polizia per avvertire del cartello di stop; Clay, se avesse dichiarato i suoi sentimenti, forse avrebbe salvato Hannah; per non parlare di tutti i silenzi omertosi su cui si è retta la cultura dello stupro.
Inoltre, a livello narrativo si comprende come Clay sia l’eroe perché ha accettato il no di Hannah.
Sebbene sia assolutamente logico ai fini della trama, è triste che la società americana, come la nostra, debba rendere eroico accettare un no, anziché ritenerlo assolutamente normale.

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