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Recensione Tredici 1×02 – Cassetta 1 Parte B

ATTENZIONE: l’articolo potrebbe contenere spoiler.

Nel secondo episodio di Tredici, Hannah si rivolge Jessica, sua compagna di scuola. L’amicizia tra le due non nasce spontaneamente. Essendo entrambe nuove, le ragazze sono state avvicinate da una coordinatrice didattica. All’inizio scettiche, scoprono di piacersi effettivamente, e si ritrovano quotidianamente in un locale del centro.

Lì incontrano Alex, un timido ragazzo che diventa amico delle due.
Alex e Jessica si innamorano, finendo per tagliare fuori Hannah.
In seguito alla rottura fra i due, Alex si vendica stilando una lista in cui classifica come “sedere migliore” quello di Hannah, e come peggiore quello di Jessica. Questo porta la seconda ragazza a pensare di essere stata lasciata per l’amica, e si sfoga su Hannah dandole uno schiaffo.

Protagonista di questo episodio, così come del primo, è il bullismo legato alla morale sessuale e alla cultura maschilista.
L’oggettivazione e la classificazione del corpo femminile, le stesse che pervadono la televisione italiana e che hanno portato alla nascita di quel colosso che è Facebook, hanno dato inizio a quella spirale di eventi che ha portato al suicidio di Hannah.
Chi è il vero colpevole? Il ragazzo che ha stilato la classica, certo, la ragazza invidiosa che si è ritorta contro Hannah, sì, ma è ugualmente colpevole quella società che rende i corpi femminili delle merci, la società che spinge le donne, fin dall’antichità, a competere esclusivamente sulla attraenza, sugli uomini. Perché cercare di essere le più intelligenti, le più forti, le più veloci? Perché invece non essere la più bella, e accontentarsi di vincere una misera mela dorata?
Di nuovo, colpevole è anche la società che impone la critica della sessualità femminile.
In questa puntata veniamo anche a scoprire che Hannah finì per diventare vittima di bullismo sui social. Quello che i suoi compagni le dicevano alle spalle cominciò a riversarsi prepotentemente e apertamente contro di lei. Mascherati dietro all’anonimato, gli studenti sfogarono il loro generico odio contro un capro espiatorio, contro l’outsider che si era permessa di andare a letto con il ragazzo più carino della scuola e che era stata considerata come la studentessa con il fondoschiena più attrente.

In ogni caso, è palese che il suicidio della ragazza non fosse una scelta obbligata. Guardando questo episodio la mente si affolla infatti di domande: Hannah, perché non hai parlato con qualcuno? Perché non ti sei confidata con i tuoi genitori? Potevi mettere fine al tuo calvario senza mettere fine alla tua vita.

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