Recensione The Walking Dead 9×16: La tempesta

Daryl, Alden, Aaron, Jerry, Michonne e Ezekiel
@AMC

La nona stagione di The Walking Dead, la serie AMC basata sull’omonima serie a fumetti scritta da Robert Kirkman, è terminata. Dopo i drammatici avvenimenti del quindicesimo episodio i toni si rilassano, la neve cade e la stagione volge al termine senza eccessivi stravolgimenti.

Di seguito seguiranno alcune considerazioni sull’ultima puntata che potrebbero essere uno spoiler per chi non ha visto la puntata, quindi vi consigliamo di leggere l’articolo dopo averla vista 😉

L’episodio dunque scorre tra alti e bassi evidenziando quegli elementi che spesso determinano i limiti e le potenzialità della serie. Ecco di seguito alcun spunti di riflessione per gli appassionati.

Cosa non mi è piaciuto di questa puntata

  • Il giovane Henry è morto. Carol pensa che sia morto per colpa sua, Lydia pensa che sia morto per colpa sua, Ezekiel pensa che sia morto per colpa di Daryl. Se questo non bastasse, il sovrano decide di dire apertamente a Daryl che è di troppo. Si muove come un elefante in un negozio di cristalli mandando a rotoli tutto ciò che, per una stagione, sembrava aver costruito con Carol. In altre parole il leader del Regno anche in questo si mostra pieno di limiti e di convinzioni assurde. Al termine della puntata Carol restituendogli l’anello gli dirà che la favola che hanno vissuto è finita.
  • Ad Alexandria i nostri stanno affrontando una terribile tempesta di neve chiusi dentro una casa con un grande camino. C’è uno strano odore nell’aria e dopo poco un’esplosione perché, ci spiega il sempre dotto Eugene, la canna fumaria del camino era otturata. Da cosa sia potuta scaturire l’esplosione nessuno può intuirlo…
  • I nostri sono quindi costretti a spostarsi da una casa all’altra. Si mettono in fila indiana e stringono una corda per procedere uniti e spediti verso la nuova dimora. Quando escono però Judith sente cane abbaiare, lascia la corda e corre verso di lui. Judith è la figlia di Rick e la sorella di Carl. Figlia di Rick e Lori è stata “adottata” da Michonne. Scappa in mezzo alla tormenta di neve e nessuno dei prodi di Alexandria la va a cercare. Non Siddiq o Eugene, non Gabriel o Rosita. Nessuno tranne Negan. Che lascia la corda e viene risucchiato dalla tormenta. L’espediente narrativo vuole far vedere il cambiamento di Negan e giustificare il suo, lento, reinserimento nella comunità, ma questo si sarebbe potuto fare in modo più coerente.
  • Dopo un lungo viaggio, pieno di insidie, Michonne, Daryl, Carol e Lydia giungono ad Alexandria. Hanno rischiato più e più volte di morire assiderati però, appena arrivati, si mettono a giocare a palle di neve con Judith e RJ. La scena è bella perché restituisce serenità ma effettivamente poco credibile. Si sarebbe potuta svolgere successivamente al loro arrivo, ma anche in questo caso, l’evento ha una funzione narrativa che supera la credibilità dello stesso.

Come molto spesso succede in questa serie, e come è evidente in questi quattro momenti dell’episodio, il realismo e la credibilità degli eventi vengono sacrificati per dar spazio alla funzione emotiva e narrativa. Lo spettatore deve davvero sospendere la razionalità e farsi guidare in situazioni inverosimili per poter apprezzare il susseguirsi degli eventi.

Negan e Judith
@AMC

Cosa mi è piaciuto di questa puntata

  • Michonne, puntata dopo puntata, è cambiata ed è cresciuta. Mentre Ezekiel continua a piangersi addosso e a lamentarsi per la “caduta” del Regno, Michonne gli spiega che il Regno non sono delle mura e delle case ma le persone che hanno abitato quel posto e che in questa ottica la comunità è ancora viva. Gli spiega inoltre che l’accordo che hanno firmato, nella puntata precedente, non è solo un patto di sostegno, aiuto e difesa reciproca. Quell’accordo trasforma i cittadini di ogni comunità in qualcosa di più grande e di diverso. Non esistono più le quattro colonie ma una sola grande società composta da esse. Separati non sono diventati più forti ma, anzi, più vulnerabili. Se Alpha è riuscita a entrare nella Fiera e a uccidere tutte quelle persone è proprio perché tra di loro non si conoscevano.
  • Negan sempre più affascinante, sornione, cinico e spietato. Sembra assurdo pensare che nella scorsa stagione fosse il cattivo e in effetti, quasi a voler giustificare questo stravolgimento narrativo, confessa a Michonne  che “nessuno pensa di essere il cattivo quando lo è”.
  • Daryl e Carol si conoscono dalla prima stagione, fanno parte del gruppo che da Atlanta ha mosso i primi passi in cerca della salvezza. Hanno imparato a conoscersi, a rispettarsi, ad accudirsi e amarsi in un modo tutto loro che nulla ha di stereotipato. L’affetto che li lega è qualcosa di totalmente diverso da quello che Carol prova verso Ezekiel. Daryl grazie all’assenza di Rick ha avuto modo di crescere, di parlare, di prendere decisioni, spesso anche difficili (come quella di accettare Lydia tra di loro).

Uno dei punti di forza di TWD rimane l’approfondimento e la crescita dei personaggi che, dopo l’addio di Rick, riacquista di centralità nella serie. Carol affronta nuovamente le sue fragilità e in essa si rifugia accettando Lydia. Essere forti non vuol dire non avere debolezze, ma saper convivere con esse. E non è un caso che questo sia l’esatto opposto di quello che pensa Alpha.

Carol e Lydia
@AMC

La nona stagione finisce lasciando due archi narrativi aperti: lo scontro con Alpha e i Sussurratori è solo all’inizio e l’immensa orda di vaganti che abbiamo visto nell’episodio precedente presto o tardi camminerà verso i nostri. Nella prossima stagione inoltre scopriremo a chi appartiene la voce sconosciuta che abbiamo sentito alla radio al termine della puntata.

L’attesa è sicuramente lunga, per fortuna però a Luglio tornerà Fear The Walking Dead dove gli appassionati potranno incontrare nuovamente Morgan e Dwight.

 

 

 

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