Recensione The Walking Dead 9×11: Ricompensa

Ezekiel, Dianne, Carol e Jerry
@AMC

L’undicesimo episodio della nona stagione di The Walking Dead, la serie AMC basata sull’omonima serie a fumetti scritta da Robert Kirkman, si focalizza su due narrazioni parallele.

Da una parte si conclude l’incontro tra i nostri e la comunità dei Sussurratori con un’Alpha vincente sul piano strategico mentre dall’altro siamo testimoni degli sforzi di Ezekiel che, in vista della fiera che sta organizzando al Regno, tenta di recuperare alcuni oggetti importanti per la buona riuscita della manifestazione.

I due eventi sembrano lontani anni luce tra di loro e tutta la parte dedicata al sovrano del Regno sembra, a prima vista, più un riempitivo narrativo che altro. Ma non è così.

Ezekiel, Dianne, Carol e Jerry
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Ezekiel è sempre stato un personaggio differente dagli altri della serie: eccessivo e mistico all’inizio e successivamente positivo e ottimista. Inutile negare che queste caratteristiche, in netto contrasto con la narrazione della serie, lo hanno reso antipatico a molti spettatori.

La sua evoluzione dopo la scomparsa di Shiva (The Walking Dead 8×02: Eppure sorrido) e  la morte di molti dei suoi cittadini (The Walking Dead 8×04: Uno qualunque) continua grazie al sostegno e alla vicinanza di Carol e Jerry. Essere sognatore nel mondo di TWD vuol dire essere anche costruttore di un futuro diverso, migliore. Non è un caso se la “Costituzione” su cui stava lavorando Michonne finisce nelle sue mani, non è un caso se Ezekiel, Dianne, Carol e Jerry rischiano la vita per recuperare un oggetto, apparentemente, non fondamentale per la fiera.

Da un certo punto di vista, Ezekiel riprende quell’arco narrativo aperto da Dale, Hershel e Tyreese, quello di personaggi “buoni” che non erano adatti a vivere nel mondo spietato e violento di TWD.

Shane e Dale
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Di tutt’altra risma, come leader e come sopravvissuta, è Alpha. La società dei Sussurratori è spietata: non esistono legami, affetti, debolezze. Come animali si muovono in branco nascondendosi tra i vaganti pronti a sacrificare i più deboli del gruppo pur di sopravvivere.

 

Alpha e Lydia
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Anche se poi queste regole valgono per tutti ma non per la leader del gruppo che farà di tutto pur di ritornare in possesso della figlia. Questa scelta di Alpha, data la natura estremamente darwiniana del gruppo dei Sussurratori, non potrà che avere delle conseguenze negli equilibri del gruppo. Alpha dovrà dimostrare ai suoi di essere ancora adatta alla guida. Se quindi qualcuno si è sorpreso nel vedere una madre picchiare la figlia appena salvata e imporle di non farsi chiamare “mamma”, consideri la quantità di regole che, quella madre, ha dovuto violare (NB: dopo averle dovute creare e far rispettare) pur di arrivare a quel punto.

Dopo la fuga di Henry per cercare di salvare Lydia, è evidente che scopriremo di più su questa nuova comunità e sui loro rapporti interni. Quanto questi siano basati sulla violenza e l’egoismo.

Alden e Luke
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Ecco spiegata l’importanza di questo episodio. I due archi narrativi mostrati (quello legato ad Alpha e quello legato al Regno, alla fiera e ad Ezekiel) sono destinati a incontrasi.

Nuovamente chi sogna, chi sorride, chi cerca di costruire si dovrà scontrare con l’orrore di chi, pur di sopravvivere, è disposto a tutto.

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