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Recensione American Horror Story 9×03 “Slashdance”

Slashdance

Slashdance è la terza puntata della nona stagione di American Horror Story 1984, la quale ci rimanda alla lunga e terrificante (nonché assurda) notte a Camp Redwood che stanno vivendo i protagonisti della serie. 

Una lunga notte

Slashdance è il proseguimento della puntata precedente, che narra le assurde vicende che avvengono in una sola notte a Camp Redwood. Non solo i protagonisti si trovano a dover fronteggiare due serial killer, ma aggravano la situazione anche ragazzini che vogliono spaventare i campeggiatori e forse i più pericolosi di tutti, ovvero i traditori. Già, perché a Camp Redwood nessuno è chi dice di essere.

Flashback

Questa notte perenne è però intervallata da dei flashback che sono essenziali per la trama, visto che altrimenti questa risulterebbe eccessivamente piatta e priva di risvolti. E sono proprio i flashback a creare suspance e colpi di scena.

Come è successo con la storia di Brooke, anche Ray ha degli scheletri nell’armadio. La sua codardia non solo gli fa abbandonare i suoi amici a Camp Redwood, ma gli hanno fatto compiere gesti vili anche in passato, portando il ragazzo a macchiarsi addirittura di omicidio.

Soprattutto, però, la vera protagonista della puntata è Rita, o meglio, Donna Chambers. Era evidente che Mr Jingles avesse un complice nel campeggio, e ora abbiamo capito chi è. Personalmente, i miei sospetti ricadevano su Margaret, la quale comunque non può definirsi proprio innocente. In verità il personaggio di Donna è davvero interessante. In tutte le stagioni di AHS fatti storici o temi sociali davvero esistiti sono centrali, e sono uno dei motivi per cui la serie funziona così bene. La trama si snoda infatti intorno alla realtà, donando alla finzione quel pizzico di realtà che rende la vicenda davvero inquietante. Nemmeno stavolta i produttori si sono smentiti.

Il personaggio di Donna infatti professa una teoria che a partire dagli anni ’70 era molto in voga: quella di ritenere che per colpa di pornografia e guerre gli esseri umani sono diventati aggressivi ed è quindi per questi fattori che sono nati i serial killer. La sedicente dottoressa quindi vuole studiare i serial killer da vicino, ed è per questo che fa evadere Richter dalla prigione e lo porta a Camp Redwood, per capire come nasce un omicida. Davvero un bel colpo di scena.

Infine, come ciliegina sulla torta, l’inquadratura finale di Montana e Night Stalker. Se Donna è complice di Mr Jingles, Montana lo è di Ramirez. Non resta che scoprire qual è il movente di Montana contro Brooke, e come questa vicenda, che all’inizio sembrava priva di sviluppi, procederà.

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