Recensione 6×19 Once Upon a Time, “The Black Fairy”

“The Black Fairy”, recensione 6×19

“The Black fairy” è il titolo della diciannovesima puntata di Once Upon a Time. Tradotto, “la fata nera”. Davvero interessante, visto che fino ad ora sapevamo molto poco di questo personaggio. Una figura oscura, ma che nasconde segreti, che in questa puntata verrano finalmente svelati.

Non vedevo l’ora di vedere questa puntata di “Once Upon a Time”, e l’attesa è stata all’altezza delle aspettative. La scena si apre con una umanissima Fata Nera, la quale sta mettendo alla luce un bambino. La donna si chiama Fiona, e viene raggiunta da due fate, Turchina e Giglio Tigrato. Le fate annunciano alla neo mamma che il bambino appena nato sarà Il Salvatore, colui che sconfiggerà il Male più assoluto, ma destinato a morire nell’impresa.

Udita la profezia, Fiona si domanda come farà a proteggere il suo bambino, quindi trova un incantesimo che la tramuta in fata. Dopodiché, si mette alla ricerca di colei che, secondo la profezia, ucciderà suo figlio.

La disperazione invade il cuore di Fiona, pronta a tutto per salvare il bambino senza nome. Giglio Tigrato cerca di fermare la donna, la quale stava creando quella che sarà conosciuta come Maledizione Oscura. Fiona minaccia Giglio di lasciarla procedere con il suo piano, e le prende il cuore. In questo momento, Fiona diventa il Male assoluto, la Fata Nera. È lei il nemico del suo stesso figlio. Folle, la Fata prende le forbici del destino e impedisce al bambino di diventare Il Salvatore. Turchina interviene, e, capendo la minaccia rappresentata da Fiona, la esilia in un’altra dimensione.

A Storybrooke, invece, i nostri eroi sono riusciti a risvegliare Turchina, e si fanno dire dove si nasconde l’altra metà della bacchetta magica che stanno cercando.

Gold e Belle cercano nel frattempo di recuperare il cuore di Gideon, ma non sanno dove si trova. Così, Gold usa la Polvere di Morfeo per entrare nei sogni di Gideon ed esplorare il suo inconscio, e trovare il cuore. Gold porta nei sogni anche Emma, per tenerla sotto controllo. Quando arrivano nei sogni, però, notano che non è l’inconscio di Gideon, ma quello dello stesso Gold. Tremotino scopre così dettagli del suo passato e del rapporto con sua madre. Capisce di essere il Salvatore ed è pronto per uccidere la Fata.

Quando Tremotino si scontra con la Fata, però, scopre altri particolari, ovvero che lei ha reciso il suo destino per il suo bene e che non voleva abbandonarlo. Tremotino capisce fin troppo bene cosa vuol dire fare errori per salvare i figli e si comporta proprio come ci si aspetta dal Signore Oscuro.

Gold mostra agli altri di aver sconfitto la Fata, ma è una trappola: i due sono in combutta per attaccare di sorpresa al matrimonio di Emma e Uncino e uccidere la Salvatrice.

Davvero coinvolgente la storia della Fata Nera, ma le azioni di Gold lasciano delusi. È vero che lui è il Signore Oscuro, ma sembrava passato dalla parte del bene. In verità, stava agendo per il benessere della sua famiglia. Questa è una cosa che lo accomuna con la madre: pensare ai figli nonostante le conseguenze delle loro azioni. L’intera famiglia di Tremotino è destinata a vivere nell’oscurità.

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