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Recensione 2×01 “La prima Polaroid” 13 Reasons Why

Con La prima Polaroid la storia di Hannah Backer continua

Dopo essere stata la serie tv più discussa del 2017, 13 Reasons Why torna su Netflix un anno dopo, aprendo la seconda stagione con La prima Polaroid.

Appare chiaro fin dai primi istanti che gli autori hanno deciso di prendere le cose davvero sul serio. L’obiettivo non è (solo) quello di produrre una serie tv di successo, ma sensibilizzare su problemi che affliggono gli adolescenti più di quanto si pensi, in primis il bullismo. 13 Reasons Why vuole portare a galla queste problematiche e spronare le vittime a parlare.

La storia in cui ci troviamo risulta seria, cupa. Un alone di pesantezza ricopre le scene e i personaggi, tutti alle prese con le conseguenze della morte di Hannah. Il finale della prima stagione ha lasciato lo spettatore con tante domande e un senso di ingiustizia e impotenza verso le sorti dei protagonisti, prima tra tutti per quella di Hannah. La seconda stagione pare voler affrontare proprio ciò che accade dopo la morte della protagonista, poiché la storia non è finita.

Si riprende la vicenda allora dal processo dei genitori di Hannah contro la scuola della loro figlia, e da un Clay Jensen frustrato e perciò ribelle. Quello che però salta subito all’occhio è che Clay si trova nella stessa situazione nella quale era con Hannah con la sua nuova ragazza, Skye. Clay è a conoscenza dei problemi di autolesionismo della ragazza, ma ancora troppo scosso dalla scomparsa di Hannah sembra ignorarla. Verso la fine dell’episodio il ragazzo sembra incurante di quello che le sue parole provocano in Skye, quindi ci si chiede se la storia non stia per ripetersi ancora sotto gli occhi di Clay.

Un altro evento importante è il ritorno a scuola di Alex e Jessica. Innanzitutto bisogna sottolineare l’assenza di spiegazioni sul tentato suicidio di Alex, cosa che probabilmente sarà affrontata in futuro, ma che comunque lascia lo spettatore inizialmente confuso da questo salto temporale.

In secondo luogo troviamo Jessica, che tenta di comportarsi normalmente ma che appare scossa dall’aggressività con cui i suoi compagni di scuola hanno reagito alla confessione del suo stupro.

Nel liceo non si respira aria di tranquillità, ma un clima violento e teso. Un liceo cieco ai problemi degli studenti, cieco di fronte al bullismo e al suicidio, tanto da censurare l’argomento. Un’altra tematica attuale è quella dell’emarginazione delle vittime di stupro, che, come nel caso di Jessica, non vengono credute e invece screditate. Per completare il quadro, troviamo un insegnante più interessato a proteggere la propria reputazione che non i suoi studenti.

Hannah però è ancora presente nella serie. Sia nelle allucinazioni di Clay che nei flashback dei testimoni del processo. Ma questa volta Hannah potrebbe non essere la persona che credevamo nella prima stagione.

Le aspettative per questa seconda stagione sono tante: ancora molti segreti e la speranza che i colpevoli paghino per i loro crimini.

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