Pretty Little Liars – Recensione 7×11 – Playtime

Ed eccoci finalmente arrivati al 19 aprile, data d’inizio della trasmissione delle ultime puntate di Pretty Little Liars, una serie che da ormai sette anni ci ha intrigato, stupito, entusiasmato, ma che a volte ci ha anche lasciato con l’amaro in bocca.

Questo è il primo articolo che scrivo per la pagina e devo ammettere di essere emozionata all’idea di parlarvi di questa serie, data la sua complessità, il suo successo presso il pubblico on e offline, ma soprattutto perché siamo agli sgoccioli, siamo sempre più vicini al momento in cui tutto avrà un senso, in cui avremo la possibilità di collegare tutti i puntini e di scoprire chi è davvero il misterioso stalker… sperando di non rimanere delusi!

 

Ma dove eravamo rimasti? Nell’ultima puntata della stagione 7A avevamo assistito a numerosi colpi di scena: Alison è incinta di Archer Dunhill, l’uomo che aveva sposato e che si era spacciato per il Dottor Rollins; Hanna e Caleb sono tornati insieme; Aria apprende dal telegiornale che Nicole, la vecchia fiamma di Ezra che era stata rapita da alcuni rivoluzionari in Sud America, è ancora viva; Toby e Yvonne hanno un incidente d’auto; Jenna spara a Spencer, che viene trovata in fin di vita dalle altre ragazze e da Mary Drake, che le confessa di essere la sua vera madre.

La prima puntata della stagione 7B inizia con Spencer in ambulanza, che sta perdendo molto sangue e sta per essere trasportata in ospedale, dove dovrà subire un’operazione. Anche Toby e Yvonne sono stati portati in ospedale: lui è riuscito a sopravvivere all’incidente, mentre lei si trova in coma farmacologico.

La storia continua una settimana dopo questi avvenimenti e sviluppa trame diverse per ciascuna delle protagoniste: Hanna è impegnata con la sua collezione di abiti e interagisce per tutto il corso della puntata con Mona, che cerca di aiutarla a promuovere il suo brand, convincendo la figlia di un senatore ad indossare i suoi capi; Aria non riesce a capire se Ezra sia ancora intenzionato a sposarla in seguito al ritrovamento di Nicole; Emily è stata assunta come allenatrice della squadra di nuoto nel suo vecchio liceo, dove lavorano anche Paige ed Alison, e dovrà districarsi tra i passati screzi delle altre due ragazze; ma la storia più avvincente e funzionale alla trama della stagione è quella di Spencer, che  vuole fare chiarezza sul suo passato e chiede a Veronica Hastings, la donna che l’ha cresciuta e che lei credeva essere sua madre, se sa qualcosa su quanto le era stato detto da Mary Drake. Così Veronica le racconta la sua vera storia: Spencer è figlia di Mary Drake, una donna con problemi psicologici e da tempo paziente al Radley, e di Peter Hastings, che pensava che Mary fosse la sua gemella Jessica, donna con cui aveva già tradito la moglie varie volte. In seguito Veronica aveva deciso di adottare la bambina che sarebbe nata nel manicomio e di perdonare il marito per il bene della famiglia e per salvare la piccola da un futuro che sarebbe stato certamente miserabile.

Uno degli unici momenti in cui le cinque protagoniste sono presenti contemporaneamente sulla scena avviene quando Spencer riceve un pacco firmato A.D. e chiama le altre per scoprire di cosa si tratta: è un gioco da tavolo che riproduce la città di Rosewood ed ha come pedine delle piccole rappresentazioni delle ragazze. Tutte concordano di non voler giocare, ma poco dopo Spencer, rimasta sola, riceve un messaggio da A.D., che la informa che se vuole sapere qualcosa in più sulla sua vera madre deve cedere al gioco: la prima mossa che deve fare è andare a trovare Toby in ospedale e chiedergli di Yvonne. Spencer accetta e riceve in cambio una lettera che Mary Drake aveva scritto per lei tanti anni prima, in cui le chiedeva perdono per tutto il male che, inconsapevolmente, le aveva causato.

Alla fine dell’episodio, Spencer richiama le altre ragazze per comunicare loro della sua decisione impulsiva di cominciare il gioco e insieme scoprono che, una volta iniziato, non possono smettere di giocare fino alla proclamazione di un vincitore. E’ il finale di partita, Endgame, che nel gioco degli scacchi e nell’omonima pièce teatrale di Samuel Beckett designa gli ultimi movimenti che possono portare alla vittoria o alla sconfitta, nel gioco e nella vita.

Questa puntata non ha fornito particolari indizi al di là del legame tra Spencer e Mary Drake, ma è stata funzionale all’introduzione dei temi che penso faranno da fil rouge a queste ultime puntate: la presenza del gioco e l’accento sulla fine di tutto.

Abbiamo ancora nove mosse.

Alla prossima settimana,

Martina Torrini

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