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Manifest: 2×06 ”Viaggio di ritorno”- Recensione

Proprio quando Zeke e Michaela sono riusciti a dichiararsi l’uno all’altra, spunta dal passato la moglie del primo. E non è l’unico tradimento che dovremo affrontare: Jared è ormai passato alla fazione opposta, quella che assale i fanatici e i passeggeri.

In quest’episodio:

Dato che il Maggiore ha rubato la ricerca della dottoressa Saanvi, quest’ultima ha deciso di accelerare gli esperimenti testandoli direttamente su se stessa. Ben, grazie ad una chiamata, riesce a soccorrerla giusto in tempo. I due cominceranno a lavorare ad un nuovo mistero: la presenza di un altro bambino sul volo 828. La faccenda, però, non ha nulla a che vedere con il loro destino. Si tratta semplicemente di ricongiungere un padre e un figlio.

Nel frattempo, anche Olive è a lavoro con TJ per scoprire il significato della carta ricevuta cinque anni fa da una cartomante, sulla quale è presente lo stesso pavone inciso sulla bussola di uno dei passeggeri. Tra i due, inevitabilmente, si sviluppa un forte legame cominciato anni fa.

Michaela e Zeke, invece, si ritrovano coinvolti nei casini dell’ex moglie tossicodipendente. E per salvarla  dovranno affrontare uno spacciatore. La presenza della poliziotta complica la situazione perchè uno degli scagnozzi la identifica come passeggera. Soltanto l’arrivo salvifico della sua partner li salverà.

Ben e Grace sono d’accordo sul voler proteggere la bambina che la donna porta in grembo a tutti i costi, ma il modo in cui vogliono farlo è completamente diverso. Di nuovo, la coppia si allontanerà.

L’episodio si conclude con una visione che coinvolge Saanvi, Ben e Michaela. I tre vedono cenere cospargere l’aereo sul quale viaggiavano ormai schiantato. E’ questo quello che è realmente accaduto? Sono tutti morti e stanno vivendo soltanto un’illusione collettiva in stile Lost?

E ancora una volta: dov’è finito il piccolo Cal?

 

 

Pubblicato da Teresa

Guardo troppe Serie Tv.

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