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Lupin – Recensione serie tv Netflix

LUPIN

Il ladro gentiluomo arriva su Netflix.

No, non è un rifacimento delle storie scritte da Maurice Leblanc e nemmeno la trasposizione live delle avventure del Lupin III dei manga (e anime) giapponesi.

Lupin è una storia nuova che parla di un uomo il cui mito, il cui idolo e ispiratore è appunto il ladro gentiluomo.

Assane Diop è un abilissimo ladro che vive di grandi furti e, ispirato dal personaggio creato da Leblanc, utilizza le sue capacità per vendicarsi di un torto subito da ragazzino e scoprire la verità sulla tragedia che lo ha investito.

La serie scritta da George Kay e François Uzan si muove su un terreno affascinante, quello dell’arte dell’illusione. Ogni situazione in cui Assane si ritrova, è costruita in modo tale da non poter staccare la visione: il suo piano riuscirà? I suoi travestimenti, la sua prestidigitazione, lo faranno scoprire?

Ogni episodio si muove su diverse strade. La polizia che insegue il novello Lupin (pur senza credere a questa analogia) e lo stesso protagonista che cerca di arrivare in fondo alle sue ricerche per far uscire la verità, tutto senza ripetersi nonostante il “gioco” sia sempre lo stesso.

Tutte le scene movimentate e d’azione, a volte anche un po’ troppo inverosimili ma volutamente sopra le righe dato il personaggio, si incastrano bene con il crime e questo porta la serie a non lasciare troppo spazio al rilassamento.

Sono infatti i momenti più leggeri e intimi che sembrano non funzionare alla perfezione, soprattutto nel presente, mentre reggono bene i flashback con un Assane giovane.

Tutto gira, dunque, intorno al protagonista interpretato dall’ormai più che famoso attore francese Omar Sy.

Il suo Assane Diop gli calza a pennello nel suo essere sornione, simpatico e affascinante, nonché nella sua fisicità durante le scene concitate.

Sy, però, si ridimensiona un po’ quando si trova in scena con gli altri personaggi, come l’ex moglie di Diop Clair (Ludivine Sagnier) o Anne Pellegrini (Nicole Garcia).

Sì, Lupin è uno di quei prodotti televisivi che tutti possono guardare e apprezzare proprio per le motivazioni sopra citate: il ritmo, il fascino del protagonista, la storia che ci tiene lì fino alla fine.

Ma il motore che muove tutto il racconto è la voglia di un uomo di scoprire la verità, di vendicarsi.

La vendetta che nasce da ciò che è accaduto a suo padre mentre vivevano con una delle più potenti famiglie parigine. Emerge un’analisi del rapporto tra genitori e figli e allo stesso tempo si mostra una contrapposizione tra povertà e onestà e ricchezza e potere. Gli esseri umani sono tutti uguali o lo status sociale ti fa essere vincente o perdente?

In fondo, chi è il vero ladro?

La prima parte di Lupin si ferma dopo cinque episodi nel bel mezzo degli eventi e ci lascia con la fremente attesa di quello che succederà.

DA GUARDARE: Sì. Una serie d’intrattenimento che sfrutta al meglio i punti cardine di questo genere. Leggera ma non banale, veloce, si fa guardare tutta d’un fiato.

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