La diabolica recensione di Lucifer 4

E la santa crociata che portò alla sua produzione.

Lo sappiamo: Lucifer 4 non sarebbe mai dovuta esistere.

Ed è proprio qui che il diavolo dalla N rossa interviene salvando l’intera serie, comprandola e mettendo subito in produzione una quarta stagione, facendo stappare bottiglie di assenzio a tutti i fan.

E menomale! Aggiungerei, come penso sappiate la terza stagione si era conclusa con un cliffhanger che avrebbe irrimediabilmente portato folle di persone, con tanto di forconi e torce, sotto la casa del buon Gary Newman (CEO di casa Fox, a cui prima apparteneva la serie). Fortunatamente con l’ashtag #savelucifer i fan riuscirono a portare l’attenzione mediatica dritta dritta su Netflix che, sapientemente, l’ha comprata.
E siamo qui.

“Hot as Hell”

La miglior stagione di Lucifer.

Ero partito timoroso riguardo questa stagione, il cambio di produzione temevo avrebbe scombussolato un po’ tutti i personaggi e che avrebbe portato ad una storia tutto sommato deludente, scontata e magari anche brutta.
Quanto mi sbagliavo: Lucifer 4 è, senza ombra di dubbio, la miglior stagione mai prodotta.
Ogni personaggio è stato rispettato, portandoli dolcemente ad evolversi, in meglio o in peggio non importa, almeno ora hanno tutti una loro storia.
E credo che questo sia il maggior punto di forza della stagione: ogni personaggio ha una parabola emotiva, molto più profonda e articolata che nelle stagioni precedenti; e quindi ci ritroveremo con 10 episodi dal ritmo serratissimo, in cui ogni singola azione dei personaggi è finalmente dettata da un loro sviluppo emotivo e, ad ognuna di queste azioni, corrispondono ulteriori sviluppi.

Di personaggi ce ne sono di nuovi, in particolare la “prima fiamma” di Lucifer, la tenerissima ed elegantissima Eve, interpretata da Inbar Lavi, che si piazzerà direttamente nel già complicatissimo rapporto tra la Detective Chloe e Lucifer, che come sappiamo dopo il finale della terza, ha preso una piega tutta nuova.

Cogli la prima mela, dicevano.

Azione, commedia e Whisky


L’azione non manca di certo, sono riusciti a stupirmi un paio di volte con delle belle sequenze action, tamarre esattamente quanto ti aspetteresti da un personaggio come il Signor Morningstar; la tensione raggiunge picchi altissimi sui finali di alcuni episodi, in particolare del 6 e di tutti gli ultimi 3, che tengono incollati allo schermo, fino alla fine.

La verve comedy che persisteva nelle altre stagioni è preponderante anche in questa, ma le tinte sono più dark e malinconiche; non si parla di un nuovo livello di maturità della serie, che a conti fatti resta piuttosto “infantile”, ma certamente i toni sono più degni di una serie con il Diavolo come protagonista.
Confermatissimi i nudi parziali di Tom Ellis (ma non solo, vi aspettano delle sorprese) ma la sessualità è ancora molto accennata e mai realmente mostrata, similmente per quanto riguarda la presenza in scena di sangue, che è più marcata, ma non si sono spinti molto. Insomma Lucifer 4 è sempre il solito Lucifer, più rifinito, più cupo, più nudo, ma il core della serie rimane lo stesso. E i puristi non dovranno preoccuparsi: il Diavolo cambia produzione, ma non i vizi.

“Prima di tutto, tu sei un angelo, ricordatelo”

Altro cliffhanger?

Eh, bella domanda.
Parlarne senza fare spoiler è pressocché impossibile, di certo non vi deluderà come quello della Fox, ma forse neanche vi farà fare i salti di gioia. Ciò che posso dirvi è che ovviamente, come tutti i fan della serie, non vedo l’ora di assistere a nuove diaboliche avventure in compagnie di Lucifer, della Detective e di tutta la squadra, ma non diciamo ad alta voce che speriamo venga rinnovata (cosa piuttosto plausibile a dire il vero) che, magari, il Diavolo ci mette lo zampino.

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