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Dracula, mini serie Netflix: Recensione episodio 1×02 – Veliero di sangue

Il secondo episodio della miniserie Dracula segue una trama differente dal libro di Bram Stoker e la storia sembra perdere un po’ di quel fascino horror e gotico che aveva nella prima puntata.

Il secondo episodio racconta la traversata del Conte dalla Transilvania all’Inghilterra, ma più che in un film drammatico ci ritroviamo in un giallo di Agatha Christie, al posto del treno il veliero, al posto del Detective Hercule Poirot il Conte Dracula, ed è subito “Assassinio sul Demeter Express”.

SPOILER 

Dopo aver compiuto una strage nel convento delle suore a Budapest, ritroviamo il Conte in una stanza insieme a Suor Agatha. Quindi non è stata uccisa come le altre.

È riuscita a scappare? No, è stata risparmiata come un trofeo, un animale domestico, un alimento da consumare lentamente per non lasciar sprecato il sangue di quella donna.

Ma dove si trovano in realtà?

La prima parte del racconto sembra ricalcare la prima puntata della serie: Agatha interroga Dracula (o viceversa?) I due discutono durante una partita a scacchi, la suora si chiede cosa sia successo dopo il convento, lei non ne ha memoria, tuttavia sembra a suo agio nel ruolo di poliziotta.

La povera malcapitata scoprirà in seguito che quello che le sembra reale è solo un grande inganno della mente di Dracula, che le condiziona i pensieri fin tanto da farle credere di essere veramente lì con lui.

In realtà si trova moribonda in una cabina del veliero Demeter, dove entrambi stanno viaggiando per il nuovo mondo.

La situazione è surreale: Dracula a bordo del Demeter insieme ad altri 6 passeggeri si comporta come un qualsiasi altro viaggiatore e si intrattiene in nobili conversazioni con gli ospiti. Ad eccezione del fatto che ogni singolo uomo o donna su quell’imbarcazione è lì soltanto perché lui, fingendosi un mecenate (un certo Balaur), li ha portati al solo scopo di servirsene come pasto. Ogni personaggio è stato scelto con cura in modo tale da soddisfare la sua sofisticata dieta alimentare.

L’equipaggio crede di essere vittima di un maleficio: le persone scompaiono notte dopo notte. Dracula stesso si fa portavoce di questo sentimento e come un detective convince i pochi rimasti che l’assassino si trovi nella stanza numero 9.

Ma chi c’è nella stanza 9?

È Agatha, che dal convento ha perso i sensi ed è rimasta vittima del potere del vampiro.

La donna però è forte, forse più di lui e riesce a sconfiggerlo (o quasi).

Il finale di puntata è sorprendente: tutti noi eravamo convinti di vedere Dracula sbarcare in Inghilterra.

Infatti riesce a mettere i piedi su quel terreno, ma solo dopo aver dormito per secoli dentro la sua cassa di legno in fondo al mare.

Sono sicura del fatto che il finale abbia destato dei sospetti su molti dei telespettatori che magari si aspettavano qualcosa di più. Io stessa mi aspettavo di proseguire sul filone gotico con il quale questa serie aveva iniziato. Però pensandoci a distanza di tempo devo dire che la scelta del salto temporale è stata assolutamente inaspettata, mi ha stupito, ed ha fatto sì che la storia prendesse una linea tutta nuova. Un Dracula catapultato nel ventunesimo secolo quindi. Ben venga! 

Rimane l’avversario storico di sempre, che in questa serie è rappresentato da Suor Agatha, ma con un cognome non proprio sconosciuto (Van Helsing). Sarà forse imparentata con Abraham Van Helsing, oppure i registi hanno voluto dissociarsi completamente dalla celebre coppia (vampiro – cacciatore) dei romanzi?

 

Siete soddisfatti di questo secondo episodio o ha deluso le vostre aspettative?

Fateci sapere la vostra opinione.

 

Giulia Guglielmi Maes

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