Carnival Row: recensione della serie Amazon Prime con Orlando Bloom e Cara Delevingne

Di cosa si tratta

Carnival Row è una serie televisiva originale statunitense con protagonisti Orlando Bloom e Cara Delevingne rilasciata di recente su Amazon Prime Video (dove il 22 novembre sarà rilasciato il doppiaggio in italiano). e già rinnovata per una seconda stagione.

Si tratta di un fantasy dalle tinte noir che, con i suoi otto episodi, catapulta lo spettatore in un mondo alternativo, simil periodo vittoriano, dove esseri umani e creature fatate convivono nella città di Burgue in un modo tutt’altro che pacifico. Carnival Row nasce come progetto cinematografico sceneggiato da Travis Beacham e che secondo i rumors doveva essere diretto da Guillermo del Toro, tuttavia il progetto approda poi sui lidi televisivi della piattaforma streaming dove trova terreno fertile per svilupparsi.

Nel cast troviamo un Orlando Bloom molto in forma ad interpretare il tormentato ispettore Rycroft Philostrate, Philo, a fianco di una Cara Delevigne molto in parte nelle vesti della fata Vignette, in fuga dalla sua patria devastata dalla guerra tra Burgue e il temibile Patto. Tra gli altri attori, accanto a promettenti attori esordienti, spiccano sicuramente Indira Varma (nota per aver interpretato Ellaria Sand in Game of Thrones) e Jared Harris, visto di recente nell’acclamata serie di Hbo Chernobyl, così come quella di David Gyasi nei panni dell’altolocato e ambiguo Puck noto come Mr. Agreus.

La Trama

Una serie di omicidi e violenze perpetrate a Carnival Row, spinge l’ispettore Philo a mettersi sulle tracce del killer che terrorizza la città di Burgue popolata sia da una comunità umana che una fatata: si tratta di profughi Fae, tra i quali troviamo Pix, Puck, Centauri, Troll e altre creature mitiche che hanno abbandonato la propria terra a causa delle lotte tra Burgue e il Patto. Essi vivono per lo più in condizioni di miseria, ingiustizia sociale e discriminazione. La strada di Philo presto si incrocia con quella di Vignette, una fata con cui anni prima, durante la guerra, aveva avuto dei trascorsi.

L’ambientazione

Quando si tratta di un fantasy un elemento fondamentale è sicuramente costituito dall’insieme di location, costumi e scenografia, utili a ricreare la giusta atmosfera e rendere credibile il mondo che ci viene rappresentato. Le riprese, avvenute per lo più a Praga, risultano perfette nel ricostruire un’ambientazione che catapulta lo spettatore in un’epoca che richiama fortemente la nostra Londra vittoriana, coi suoi vicoli fumosi, le atmosfere cupe e i cantieri industriali in costruzione.

La fotografia, scura e fosca, non fa altro che evidenziare la freddo e malinconico clima di odio, paura e miserie che si respira tra le vie della città.

I costumi, curati da Joanna Eatwell, caratterizzano in maniera unica ciascuno dei personaggi della serie, così come i trucchi prostetici, di Nick Dudman. ben realizzati e curati nel minimo dettaglio, in maniera tale da rendere verosimili le creature fatate che popolano Carnival Row, sia che si tratti del design delle corna dei Puck, sia che si tratti delle ali delle Pix.

Giudizio

Si tratta di un prodotto che, sebbene non tratti di tematiche del tutto originali, è in grado di trasmettere freschezza e risultare come una boccata d’aria fresca nel panorama seriale. La capacità di mescolare più generi e di inserire varie storyline, che poi si ricollegano al filone centrali donano a Carnival Row un alto fattore di sorpresa che non fa annoiare, se non in pochi momenti, e mantiene vivo l’interesse dello spettatore. Nonostante alcuni colpi di scena paiano abbastanza telefonati, la modalità in cui essi sono messi in scena risulta molto coinvolgente e appassionante. I personaggi, ben caratterizzati, sono in grado di trasmettere emozioni difficilmente dimenticabili, così come l’efficacia della colonna sonora.

Le tematiche tracciate, come la discriminazione del diverso, il tema dei profughi e quello del disagio sociale, ora attuali come non mai, inducono il pubblico a interrogarsi sul presente e all’ovvio parallelismo con gli immigrati di oggi, con le loro storie e la loro attualità socio-politica. Una pecca che si può imputare alla serie è quella di non aver approfondito abbastanza la storia e la mitologia del mondo che va tratteggiando, ma speriamo che le future stagioni possano colmare le lacune lasciate da questa prima stagione.

Carnival Row si conferma essere una serie tv che ha tutte le carte in regola per esplodere in un grande successo, che speriamo possa definitivamente sbocciare con le future stagioni.

Se ti è piaciuta si consiglia la visione di The Alienist e Penny Dreadful.

Benedetta Vanotti

LEGGI ANCHE:

Carnival Row: in arrivo la serie fantasy di Prime Video con Orlando Bloom e Cara Delevigne

Precedente This is Us - Recensione 4x01 - Strangers Successivo Stranger Things 4 - Non siamo più ad Hawkins

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.