Recensione The Mist, “Pequod” 1×04

Recensione 1×04 The Mist, “Pequod”

Dopo lunghe settimane di attesa, la quarta puntata della prima stagione di The Mist è finalmente andata in onda in America. Si intitola “Pequod”, forse in riferimento alla nave del capitano Achab in Moby Dick e si può leggere come metafora di quello che i protagonisti della serie stanno cercando.

Facendo il punto dell’avventura dei personaggi notiamo che la situazione pare essersi stabilizzata, nel senso che ogni luogo “di prigionia” sembra esser diventato un villaggio, a cui tutti pare si siano abituati.

Nella chiesa, Natalie esce fuori dal coro, spaventando gli ignavi e inespressivi presenti. Se un prete venisse da me dicendomi che è arrivato il Giorno del Giudizio di certo non me ne starei lì ferma e muta, ma pare che i membri della chiesa non la pensino allo stesso modo. Natalie dal canto suo cerca Dio attraverso i ragni che trova lungo la navata.

Kevin, Mia, Bryan e Adrian fuggono dalla chiesa e cercano una macchina, ma questa non parte. Si rifugiano di corsa in un mini market, e qui incontrano un uomo con un’auto, il quale sta cercando suo figlio. Il gruppo non rivela all’uomo di aver visto poco prima il cadavere del figlio attraverso la nebbia. Sperano quindi che questo gli conceda un passaggio in macchina verso il centro commerciale. La situazione cambia quando Mia rivela all’uomo che suo figlio è morto: egli cede l’automobile al gruppo, e lui decide di procedere a piedi, sperando ancora di rivedere il suo Toby.

Il vero protagonista dell’episodio è il centro commerciale. Qui, se ricordate, si trovano due ragazzi che proprio non sono capaci di farsi i fatti loro. Dopo aver portato nella nebbia i corpi dei giovani soldati impiccati a scopo sperimentale, decidono allora di riportare i corpi all’interno. Peccato che così facendo la nebbia si diffonde in una sezione di centro commerciale (la libreria) come un gas nocivo.

Alex si trovava qui per confortare una bambina e leggerle una storia. Ma ecco che tutto quello che pensavamo di aver capito riguardo la misteriosa nebbia va in fumo. Dall’ignoto emerge una figura fumosa che succhia la vita dalle vittime, e la bambina muore. Niente insetti quindi. La figura si trova faccia a faccia anche con Alex, ma la risparmia, lasciando nella giovane un senso di vergonga e colpa per essere ancora viva.

Il giovane colpevole di aver lasciato entrare il pericolo, Vic, viene allontanato dal centro commerciale, e mandato quindi verso morte certa.

Ci eravamo appena fatti delle teorie su quello che gli insetti potessero fare, all’interno della nebbia, e sul  loro ruolo di esercito di Madre Natura. Ma ecco che arriva questa figura misteriosa, che a me ha ricordato i Dissennatori di Harry Potter, a mandarci di nuovo in confusione.

Sinceramente, però, non l’ho trovata una figura particolarmente azzeccata nel contesto. Insomma, fino alla puntata precedente gli insetti aggredivano gli esseri umani per ragioni ancora ignote, ed ora appare questo. Non escludo comunque di potermi ricredere in futuro guardando l’evolversi della vicenda.

In tutto questo, paradossalmente, l’unica che sembra aver capito tutto e avere la situazione sotto controllo è Natalie. Se siete abituati alle performance di Frances Conroy in American Horror Story, non potrete che essere entusiasti dell’interpretazione del personaggio della signora Raven.

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