Recensione Game of Thrones 7×04 – “The Spoils of War”

The Spoils of War è uno dei – purtroppo – numerosi episodi di Game of Thrones finiti nelle mani di hacker senza cuore, che hanno provveduto a distribuirlo online senza rispettare la data di messa in onda prevista dall’emittente statunitense.

Ma non è questa l’occasione per esprimere una sentita paternale contro l’hackeraggio e i leaks di internet, dal momento che in questo contesto siamo chiamati a parlare dell’episodio in sé.

Il quarto episodio di questa stagione rispecchia quello che è l’andazzo generale della serie, che, da un canto, riesce ad elettrizzare i fan, dall’altro, inevitabilmente, crea perplessità. A una lettura attenta, infatti, questa settima stagione risulta affetta da non pochi errori. Sono troppi i buchi di logica e gli sviluppi affrettati, dettati da una scelta obbligata (ma purtroppo dannosa) di ridurre a soli tredici episodi le ultime due stagioni, che erano, però, chiamate a sbrogliare una matassa ingarbugliata e a dare conclusione a un numero cospicuo di storie che si sovrapponevano.

Gli showrunners devono essersi resi conto della difficoltà che avrebbero avuto nel continuare a narrare tante storie in contemporanea, senza avere il tempo materiale per concentrarsi sui singoli personaggi e sulla loro psiche. E, di conseguenza, hanno riunito negli stessi luoghi e negli stessi fili narrativi diversi protagonisti. Non è un caso, dunque, che Arya e Bran siano insieme a Sansa, o che si sia propiziato in fretta e furia anche l’incontro fra Jon e Daenerys (che sembrano provare attrazione reciproca come dei moderni Luke Skywalker e Leia).

E questa costante fretta porta a situazioni inverosimili, come i Dothraki magicamente trasportati ad Alto Giardino nell’arco di pochi giorni (?), senza nemmeno averci fatto capire dove abbiano reperito le navi per questo trasporto incredibilmente veloce (e non regge la storia accennata da Tyrion in merito al fatto che i Greyjoy avessero lasciato ulteriori navi, dato che la loro fuga da Euron non aveva certo loro permesso di spostare l’intera flotta).

Ci sono una serie di congiunture e di sviluppi che non vengono chiariti appieno, cosa che certo non farà piacere a George R.R. Martin, il quale, al contrario, nei suoi romanzi fa della pignoleria e dell’essere meticoloso una vera e propria cifra stilistica.

I punti forti della puntata, tuttavia, sono stati anche sufficienti a regalarci un’ora scarsa di puro intrattenimento, puntando su uno di quegli strumenti narrativi che inevitabilmente creano una reazione nello spettatore: la violenza. E di violenza ce n’è stata tanta, in una scena guerresca concitata e ben narrata, in cui abbiamo temuto di perdere più volte almeno uno dei personaggi principali della serie. Si è creata una grande tensione nelle scene finali e si è creata attesa per il prosieguo, con alcuni punti ancora da risolvere.

Le domande che più premono il fan di Game of Thrones, ad oggi, dunque sono: quali sono i piani di Petyr? È sopravvissuto Jaime? Come finirà questa guerra fra Daenerys e Cersei?

Sembra che per tutte le risposte, in questa concitatissima ed emozionante settima stagione, non dovremo attendere molto, e quindi non ci resta che rimanere sintonizzati su HBO, sperando che le ultime tre puntate riescano ad essere più “precise” e più curate nei dettagli, alla luce anche di un pubblico da sempre abituato ad alti livelli di costruzione narrativa e di regia.

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