Midnight Texas – Recensione 1×03 – Lemuel, Unchained

Lemuel, Unchained è il titolo del terzo episodio di Midnight, Texas. L’episodio è sicuramente meno incisivo dei primi due, ma meno incisivo non vuol dire brutto, anzi. La serie si conferma su buoni livelli, grazie ad un episodio scritto e diretto in modo efficace ed interpretato bene da tutto il cast. Quello che manca è quella scintilla, quel qualcosa in più, quell’aspetto più coinvolgente che rende i primi due episodi migliori.

Da come si evince già dal titolo, l’episodio è dedicato soprattutto a Lemuel, infatti l’arrivo in città del suo vecchio branco di vampiri è la scusa per raccontare il suo passato e sviluppare la minaccia che i protagonisti devono affrontare questa settimana. I, seppur brevi, flashback riescono a raccontare al meglio il passato di Lemuel: da uno dei tanti schivi neri dell’epoca d’oro della schiavitù legale in America, all’incontro con Zachariah che lo trasforma in un vampiro, fino ad arrivare al 1959 dove incontra Xylda, la nonna di Manfred, che gli dona poteri speciali e lo libera dalla sua schiavitù dal sangue. Tutte queste scene che sono accompagnata dalla sempre ottima interpretazione di Peter Mensah rappresentano un’ottima costruzione del personaggio e avvicina ancora di più lo spettatore a Lemuel che è sicuramente tra i personaggi meglio rappresentati e scritti di questi primi tre episodi. Per quanto riguarda l’arrivo a Midnight di Zachariah e dei suoi vampiri, questo è ovviamente la parte più importante dell’episodio, che però scorre via su binari già conosciuti e consolidati. Certo, considerando che in sostanza questa è la prima volta che la serie si da per scontata, non si può essere severissimi, ma allo stesso tempo sarebbe stato meglio se la serie avesse dato qualcosa di nuovo anche in questa storia. Innanzitutto i vampiri che si presentano cambiati per poi rivelarsi cattivi e che infine vengono sconfitti neanche con cosi tanta difficoltà non sembra la scelta migliore per continuare il percorso intrapreso nei primi due episodi, e poi la scelta di trascurare completamente la storia dell’omicidio di Aubrey e la minaccia che incombe su Midnight non ha giovato all’episodio che quindi risulta meno completo e appassionante dei primi due.

In sostanza a questo episodio si adatta perfettamente quello che le maestre dicono alla maggior parte delle madri sui loro figli: è bravo, ma può fare di più. Ed è proprio cosi, perché la serie con i suoi primi due episodi ha dimostrato di avere in serbo scelte narrative e visive migliori di quelle mostrato in quest’episodio. Ma, come detto all’inizio, “Lemuel, Unchained” è un buon episodio che riesce in pieno carpire l’attenzione di chi guarda e la serie quindi si conferma su buoni livelli e permette di avere buone aspettative sui prossimi episodi. A questi baserà limare qualche dettaglio sbagliato di questo terzo episodio per alzare il livello qualitativo della serie e confermarsi come una delle migliori serie di questa torrida estate.

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